MIRANDOLA – Continuano le modifiche operative all’Ospedale Santa Maria Bianca di Mirandola, in particolare per quanto riguarda il reparto di Pronto Soccorso. Era stata inserita, con lo scopo di sopperire alla mancanza dei medici di Pronto soccorso, l’attività di continuità assistenziale. Questo tipo di servizio veniva svolto, all’interno degli ambulatori del Pronto soccorso, dai medici di guardia medica, che visitavano pazienti di bassa gravità. Dal 1° giugno 2024, anche questo servizio é stato declassato, così che, dalle 18 alle 8 del giorno successivo, i pazienti vengono visitati da un solo medico di Pronto soccorso, appesantendo di fatto le attese dei pazienti e lo stress degli operatori. Così come il medico di continuità assistenziale, dal 1° giugno è stata tolta un’ulteriore unità infermieristica nell’orario notturno, aggravando il peso sulle spalle dell’unico infermiere ambulatoriale. 

Probabilmente si giustificherà la scelta come “sospensione temporanea” per garantire la turnazione delle ferie, sia per personale medico che infermieristico, ma di fatto la si può considerare come un vero e proprio taglio. Ciò lo fa pensare proprio perché il Punto Nascita, come dichiarato da USL, venne temporaneamente sospeso per garantire le ferie natalizie (anno 2022) del personale della ginecologia, e ad oggi non ancora riattivato.  Nell’anno 2023, il Pronto soccorso di mirandola si é visto declassare il servizio di autoinfermieristica, il secondo medico nelle ore notturne, e l’unità infermieristica sempre nelle ore notturne.
 
 
Di seguito, la replica dell’Ausl di Modena:
“Nessun declassamento per il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Mirandola, la cui équipe è stata anzi rafforzata, e non ridotta, grazie alla costante attività di reclutamento tramite diverse forme contrattuali, per incrementarne al massimo l’attrattività. Ciò ha permesso già in questi mesi di reperire nuovi specialisti, con un ulteriore consolidamento dell’organico del Pronto soccorso previsto dopo l’estate. In virtù di questo rafforzamento si supera il progetto dell’ambulatorio ABC, sperimentale, che prevedeva il coinvolgimento di medici convenzionati. Accanto al rafforzamento del personale dedicato ai codici a più alta complessità in Pronto soccorso, prosegue l’affinamento dei percorsi di gestione dei codici minori, nell’ambito della riforma dell’emergenza-urgenza.
 
Maggiore appropriatezza, dunque, anche per il trattamento dei casi a bassa criticità che devono trovare risposta adeguata nei servizi a ciò dedicati, come appunto la continuità assistenziale (ex guardia medica), tramite il numero unico provinciale e le conseguenti eventuali risposte ambulatoriali o domiciliari (nei consueti orari di attività), ed il medico di medicina generale.   Anche per quanto riguarda il citato personale infermieristico l’Azienda ha lavorato a una riorganizzazione sulla base della statistica degli accessi, che vede di notte una casistica limitata, con un conseguente incremento di un’unità infermieristica in orario diurno, per fornire così un servizio veramente rispondente alle esigenze di assistenza della cittadinanza. Il nuovo assetto ha l’obiettivo di fornire ai cittadini assistenza nel contesto più appropriato a seconda del bisogno di salute”.
 
 
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