MASSA FINALESE- Dai messaggi di Samia El Harim e Angelo Barbato si evince l’intenzionale realizzazione delle lesioni in danno della persona offesa. Questa in estrema sintesi la valutazione che ha portato il presidente della corte d’Assise, Pasquale Liccardo, alle pesanti condanne a carico dei due imputati per la morte, il 31 luglio 2022, di Rocco De Salvatore.

Entrambi rispondono del reato – sottolinea Liccardo– perché entrambi erano presenti nell’abitazione della vittima, procurandone l’assopimento con un dosaggio massiccio di psicofarmaci, come confermato dagli esiti degli esami tossicologici. Nella motivazione della sentenza viene inoltre sottolineato come la donna non abbia mostrato alcun pentimento, chiedendo addirittura a Barbato- dopo la morte di De Salvatore- ulteriori farmaci da somministrare ad un altro anziano. 

Le intercettazioni hanno poi appurato come proprio Barbato si fosse a quel punto opposto ad ogni ulteriore uso delle medicine sottratte al fratello. Emerge anche che El Harim avrebbe provato a far ricadere ogni responsabilità sul compagno: segno, secondo i giudici, di una ‘personalità offensiva dotata anche di un acume strategico’.

Il legale della donna, l’avvocato Annibale Bove, ha annunciato che, lette le motivazioni, sicuramente presenterà ricorso.

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