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Caso Albanese, a Modena si spacca il fronte progressista: il sindaco Mezzetti la attacca e la destra lo difende
Non è più solo una polemica personale. Il caso che coinvolge il sindaco di Modena Massimo Mezzetti e la relatrice speciale delle Nazioni Unite Francesca Albanese si è trasformato in uno scontro politico che sta dividendo il fronte progressista e ricompattando, almeno su questo punto, il centrodestra.
Al centro della vicenda c’è il netto cambio di posizione del primo cittadino nei confronti della relatrice Onu sui territori palestinesi occupati, ricevuta in municipio a settembre scorso e insignita in quell’occasione del “Grosso d’argento”, la prima moneta coniata dalla comunità modenese nel 1226.
Nei giorni scorsi, rispondendo in Consiglio comunale a un’interrogazione del consigliere di Fratelli d’Italia Ferdinando Pulitanò, Mezzetti ha infatti ammesso apertamente che oggi quella scelta non la rifarebbe. «Con tutta sincerità – ha detto – una settimana dopo i fatti di Reggio non lo avrei fatto».
Il riferimento è allo scontro istituzionale avvenuto tra Francesca Albanese e il sindaco di Reggio Emilia Marco Massari dopo un incontro pubblico al teatro Valli.
L’attacco del sindaco
Il sindaco ha spiegato di aver maturato nel tempo un giudizio critico su alcuni comportamenti della relatrice Onu successivi alla visita modenese. Pur ribadendo la propria posizione sul conflitto in Medio Oriente, Mezzetti ha preso le distanze dal modo in cui Albanese ha gestito alcune prese di posizione pubbliche.
«Ho ribadito la mia netta e inequivocabile condanna del genocidio perpetrato nei confronti dei palestinesi da parte del governo e dell’esercito israeliano», ha dichiarato. Ma allo stesso tempo ha criticato alcune uscite della relatrice, citando l’episodio di Reggio Emilia e altre dichiarazioni successive.
La risposta più dura è arrivata dopo la replica social di Albanese, che ha annunciato l’intenzione di restituire il Grosso d’argento ricevuto dal Comune, scrivendo che la moneta sarebbe stata «un memento che servirà più a lui che a me».
Parole che hanno provocato la reazione del sindaco. «Mi dispiace che la dottoressa Albanese anteponga la critica a lei rivolta alle mie parole di condanna per la tragedia palestinese. Il suo ego prevale evidentemente sul resto, che ha ben più drammatica importanza», ha dichiarato Mezzetti.
La destra difende il sindaco
Le parole del primo cittadino hanno subito trovato l’appoggio del centrodestra. Il senatore e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Michele Barcaiuolo ha espresso solidarietà al sindaco.
«Apprendiamo con stupore dello scontro a distanza tra il primo cittadino di Modena e Francesca Albanese – ha dichiarato –. Tutta la mia solidarietà va al sindaco, che evidentemente si è accorto tardi dell’autoreferenzialità di questo personaggio».
Barcaiuolo ha anche criticato la scelta iniziale dell’amministrazione di consegnare un simbolo storico della città a una figura che, a suo giudizio, era già allora molto controversa.
Le tensioni nel campo progressista
Se dal centrodestra arrivano parole di sostegno al sindaco, nel campo progressista la vicenda sta creando più di un imbarazzo.
Il consigliere regionale di Alleanza Verdi e Sinistra Paolo Trande ha preso apertamente posizione in difesa di Francesca Albanese e ha criticato il “pentimento” del sindaco.
«Io non sono pentito – ha dichiarato –. Riscriverei quella risoluzione di solidarietà tale e quale».
Secondo Trande, la relatrice Onu merita «gratitudine per il rigoroso lavoro di documentazione e denuncia» sulla situazione a Gaza e nei territori palestinesi occupati, oltre che solidarietà per le pressioni e le sanzioni subite negli ultimi anni.
Una polemica destinata a continuare
La vicenda ha così finito per aprire una frattura politica che attraversa anche il fronte progressista modenese.
Da un lato il sindaco Mezzetti, che rivendica la libertà di criticare una figura internazionale che pure aveva ricevuto in municipio pochi mesi fa. Dall’altro una parte della sinistra che continua a difendere il lavoro della relatrice Onu e vede nel cambio di posizione del primo cittadino un errore politico.
Nel frattempo il “caso Albanese” continua a far discutere in città, trasformando un incontro istituzionale di pochi mesi fa in uno dei temi politici più caldi del momento.
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