Amministrative Camposanto
Mezzetti si pente del premio “Grosso” a Francesca Albanese, Rifondazione Comunista “A Modena il sindaco sceglie l’opportunismo”
MODENA – “Nel momento in cui il silenzio mediatico calato su Gaza allontana il genocidio in corso dagli occhi dell’opinione pubblica, c’è chi ieri faceva la foto con Francesca Albanese e oggi ne prende le distanze. Lo ha fatto anche il sindaco di Modena Massimo Mezzetti che, nei giorni scorsi in Consiglio comunale si è detto pentito di aver incontrato Albanese durante il DIG Festival dello scorso settembre”.
E’ quanto si legge in una nota di Rifondazione Comunista di Modena, che aggiunge: Parliamo della Relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati, incarico che le è stato recentemente riconfermato dall’ONU proprio per il suo lavoro di documentazione e denuncia delle violazioni del diritto internazionale.
Per il suo lavoro Albanese è stata oggetto di pesanti attacchi politici e sanzioni da parte dell’amministrazione di Donald Trump, con conseguenze rilevanti anche sul piano personale.
Secondo Mezzetti, Albanese avrebbe abbandonato il proprio ruolo istituzionale. Chiediamo al sindaco di spiegare nel merito a cosa si riferisce. O forse la delegittimazione è il prezzo da pagare quando si ha il coraggio di denunciare il genocidio e di richiamare le responsabilità e le complicità che lo rendono possibile? Complicità che trovano spazio anche a Modena, dove diverse realtà, anche istituzionali, mantengono ancora oggi legami con il sistema militare ed economico israeliano.
E questa vergognosa presa di distanza arriva proprio mentre Israele, con il sostegno degli Stati Uniti, continua ad allargare il fronte della guerra attaccando Iran, Libano e Siria, alimentando un conflitto che coinvolge tutto il Medio Oriente e che rischia di trascinare il mondo verso una spirale di guerra dalle conseguenze imprevedibili.
In questo momento servirebbe solidarietà verso chi difende il diritto internazionale. Ma servirebbe anche coraggio. Quel coraggio che il sindaco di Modena oggi dimostra di non avere sostituendolo con evidente opportunismo politico”.
La polemica è scoppiata giovedì 5 marzo, quando il sindaco Mezzetti rispondendo ad un’interrogazione del consigliere Ferdinando Pulitanò (FdI), aveva detto: “La consegna del Grosso a Francesca Albanese è stato un omaggio simbolico e non un riconoscimento formale deliberato dagli organi comunali. Ritengo importante chiarire questo punto, perché la rappresentazione di una “onorificenza” o di una presa di posizione ufficiale del Comune a sostegno di ogni dichiarazione della relatrice speciale Onu non corrisponde ai fatti”.
In particolare, criticando duramente il rapporto “From the Economy of Occupation to the Economy of Genocide”, le posizioni e le dichiarazioni della relatrice speciale Onu e sottolineando che “le dichiarazioni di Albanese hanno suscitato condanne senza precedenti”, Pulitanò chiedeva “come il sindaco e la sua giunta valutassero le frasi e le dichiarazioni di Francesca Albanese, e se, alla luce delle gravissime parole reputassero opportuno l’averle consegnato una così prestigiosa onorificenza cittadina”.
Rispondendo al consigliere, il sindaco ha innanzitutto ricostruito il contesto della presenza della relatrice speciale delle Nazioni Unite in città. Albanese era stata invitata a partecipare al DIG Festival, manifestazione indipendente dedicata al giornalismo investigativo che ogni anno ospita giornalisti e personalità di rilievo internazionale. L’invito, ha precisato Mezzetti, non proveniva quindi dal Comune di Modena, né alla relatrice è stata conferita alcuna onorificenza cittadina. Durante l’incontro istituzionale in Municipio, alla relatrice speciale Onu è stato infatti consegnato il “Grosso”, omaggio simbolico che viene abitualmente offerto in occasione di visite ufficiali o momenti di rappresentanza. “Si è trattato di un gesto di cortesia istituzionale – ha chiarito il sindaco – e non di un riconoscimento formale deliberato dagli organi comunali”.
Nel suo intervento Mezzetti ha anche ricordato che l’incontro è avvenuto nei giorni più drammatici del conflitto in Medio Oriente, ricordando le “decine di migliaia di vittime civili, le sofferenze e le distruzioni” che stavano colpendo sia la popolazione palestinese sia quella israeliana. Il sindaco ha quindi sottolineato che quanto accaduto a Gaza è stato definito da organizzazioni internazionali, studiosi e da parti della comunità giuridica come un genocidio e ha ricordato che la Corte penale internazionale ha emesso un mandato di arresto nei confronti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per presunti crimini di guerra e contro l’umanità.
Riguardo all’incontro con Francesca Albanese, il sindaco ha spiegato che si è trattato di un momento di ospitalità istituzionale legato al suo ruolo internazionale e non di un’adesione automatica o acritica a tutte le sue dichiarazioni. Mezzetti ha riconosciuto che, in un dibattito pubblico molto polarizzato, Albanese ha talvolta utilizzato espressioni “discutibili o suscettibili di fraintendimento”, ricordando anche che in un caso recente a Reggio Emilia la stessa relatrice si è scusata.
“Difendere il valore universale dei diritti umani – ha concluso – non significa aderire supinamente a ogni affermazione di chi li richiama, ma mantenere una posizione autonoma, capace di distinguere tra il riconoscimento dell’impegno per la tutela dei civili e la condivisione di singole dichiarazioni che possono risultare controverse”.
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