SAN FELICE-  Le avrebbe messo un sacchetto di plastica in testa, per poi stringere una cintura al collo fermando così l’apporto di ossigeno: è così che Andrea Paltrinieri avrebbe ucciso l’ex moglie Anna Sviridenko. A confermarlo sono i primi esiti dell’esame autoptico. 

Un delitto atroce avvenuto probabilmente proprio nel furgone di Paltrinieri, a bordo del quale l’uomo- nella serata di 10 giugno- si era presentato il caserma con il cadavere della donna nel baule.

Resta ancora da chiarire la dinamica dell’omicidio: quel che è certo è che Anna quel giorno, intorno alle 18.30, aveva raccontato ad un’amica di essere in viaggio verso l’abitazione dell’ex marito, a Modena. Lì avrebbe preso i suoi bambini per portarli con sé a San Felice e partire il giorno dopo insieme per il mare.

Paltrinieri però l’avrebbe raggiunta e uccisa prima ancora che la donna potesse salire in casa, dove non sarebbero state trovate tracce del delitto. Improbabile che la donna sia stata uccisa nel cortile, dove si affacciano molti appartamenti. E’ invece possibile che l’uomo, con una scusa, abbia fatto salire Anna sul mezzo per poi ucciderla.

Proprio il 10 giugno si era svolta in tribunale, a Innsbruck, l’udienza che aveva confermato la residenza dei figli in Austria: stabilendo poi gli incontri con il padre. Paltrinieri aveva dato in escandescenza in aula, tanto da essere ripreso dal giudice.

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