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Carpi, Gianluca di Feo presenta “”Il cielo sporco. Come la guerra dei droni e dell’intelligenza artificiale cambierà il mondo”
CARPI – A “Ne vale la pena”, Gianluca Di Feo presenta “Il cielo sporco. Come la guerra dei droni e dell’intelligenza artificiale cambierà il mondo” (Guanda). L’appuntamento è per lunedì 18 maggio, alle ore 20.45, presso l’auditorium Biblioteca “A. Loria” via Rodolfo Pio, 1 – Carpi (Mo). Conduce Pierluigi Senatore.
In Ucraina, prima di avvicinarsi al fronte, per avere una misura del rischio è diventata obbligatoria la domanda: ‘Quanto è sporco il cielo?’ La risposta non è mai confortante: il cielo è sempre affollato di droni. «Cielo sporco» è il modo in cui i soldati ucraini chiamano l’affollamento dei droni volanti sul campo di battaglia. Un tempo i fanti asserragliati nelle trincee odiavano pioggia e vento, ora li benedicono perché tengono lontani i quadricotteri assassini. Quello che sta avvenendo nel conflitto russo-ucraino dalla primavera 2022 è un processo di dronizzazione selvaggia, privo di regole e controlli, che ha già rivoluzionato l’arte della guerra. E non solo qui: anche a Gaza e in Medio Oriente lo stato di Israele ha affidato ai droni volanti la sua egemonia bellica. Con una velocità sconvolgente, l’intelligenza artificiale rende questi mezzi dei veri robot con licenza di uccidere, infrangendo persino i limiti posti dalla fantascienza di Isaac Asimov. Questo libro ci fa capire come siamo arrivati alla situazione attuale, a partire dai Predator, gli antesignani dei droni, utilizzati nel 2001 per la Guerra al Terrore, fino all’America di Trump e al suo sogno distopico di una Golden Dome ipertecnologica che possa tenere al sicuro il paese da qualsiasi tipo di attacco.
Con il fascino di un racconto sul campo, Gianluca Di Feo, giornalista con una lunga esperienza in tema di questioni belliche, spiega come questa tecnologia sia destinata a cambiare in modo radicale e duraturo non solo la geopolitica, ma l’antropologia e le relazioni tra gli uomini. Gianluca Di Feo è Defence Correspondent di Repubblica, di cui è stato vicedirettore per otto anni. Prima è stato responsabile delle inchieste dell’Espresso e caporedattore del Corriere della Sera, per cui ha seguito la guerra del Golfo e lo scandalo Mani Pulite. Da trentacinque anni si occupa di forze armate e conflitti, dall’Afghanistan al Libano e all’Ucraina. Ha scritto cinque saggi su questioni belliche, mafia e corruzione, di cui tre assieme a Raffaele Cantone.







































