Amministrative San Felice sul Panaro
Docenti aggrediti a Parma, CGIL Emilia Romagna: “Serve una risposta educativa, sociale e culturale, non l’assuefazione alla violenza”
PARMA – La nota di FLC CGIL Emilia Romagna sull’episodio dei docenti aggrediti a Parma dagli studenti.
La FLC CGIL Emilia Romagna esprime forte preoccupazione per l’ennesimo episodio di aggressione che ha coinvolto due docenti a Parma.
Al di là della dinamica specifica, ciò che colpisce è il clima sempre più diffuso di violenza e intimidazione e che attraversa pezzi della società e che troppo spesso vede coinvolti giovanissimi. Un fenomeno che non può essere liquidato come semplice “devianza” o ridotto a fatto di cronaca.
Da tempo assistiamo a una crescita del disagio sociale ed educativo, aggravato dall’impoverimento culturale, dalla marginalità, dalla solitudine relazionale e dalla progressiva riduzione degli spazi di aggregazione pubblici. In questo contesto, la scuola resta spesso uno dei pochi presìdi educativi, ma viene lasciata sempre più sola anche per effetto dei continui tagli che rendono difficile affrontare questi problemi.
Esprimiamo piena solidarietà ai docenti coinvolti e rivolgiamo il nostro sostegno a tutto il personale scolastico che ogni giorno opera in condizioni complesse, cercando di svolgere una funzione educativa fondamentale per il Paese.
Per la FLC CGIL Emilia Romagna – dichiara Monica Ottaviani Segretaria Generale – non servono solo risposte emergenziali o securitarie. Occorre invece riaprire una discussione seria, profonda sul ruolo dell’istruzione, delle politiche sociali, della prevenzione e della costruzione di comunità educanti, anche con il coinvolgimento delle istituzioni ai vari livelli.
Servono investimenti nella scuola pubblica, nei servizi territoriali, nei luoghi di socialità e nelle politiche rivolte alle giovani generazioni. Servono supporti anche di natura psicologica, presidi all’interno delle scuole.
Serve il confronto con la comunità educante che troppo spesso viene vituperata e bypassata.
E invece da anni la scuola continua a subire tagli, riduzioni di organico e disinvestimenti proprio mentre aumentano le fragilità sociali, il disagio giovanile. Si chiede alla scuola di arginare solitudine, violenza e marginalità, ma senza garantirle investimenti adeguati, stabilità e riconoscimento del proprio ruolo sociale.
La normalizzazione della violenza, della sopraffazione e dell’umiliazione dell’altro – sottolinea Ottaviani – rappresenta un problema democratico e culturale che riguarda tutti ed è urgente una risposta collettiva che rimetta al centro educazione, inclusione, rispetto, coesione sociale e il rilancio della scuola pubblica come presidio democratico fondamentale del Paese.
Leggi anche: Parma, docenti aggrediti e picchiati da studenti






































