Chi pensava che aprire una nuova attività di ristorazione nel cuore di Mirandola si sarebbe rivelato un fiasco oggi dovrà ricredersi. Stando alle dichiarazioni del gestore Daniele Bassi, a più di un mese dalla sua inaugurazione il Chiosco 1906 continua a richiamare tante persone in Piazza Mazzini.

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“In certi giorni devo addirittura rifiutare delle prenotazioni – spiega Bassi – Giorni fa ho dovuto mettere in lista d’attesa 60 persone, perché non c’era più posto”. E questo nonostante non ci troviamo nella stagione ottimale per gli aperitivi all’aperto. Un esempio: il 23 ottobre il bel tempo dei giorni precedenti aveva lasciato posto a freddo, vento e pioggia, la classica giornata decisamente scoraggiante per chi vuole uscire a fare un aperitivo. A dispetto di ciò, poco dopo l’orario di apertura, almeno una decina di persone erano sedute ai tavoli sotto al portico del chiosco. E altri clienti erano attesi dai gestori.

Il segreto? I “funghi”. No, non parliamo di quelli che si mangiano, ma delle torce a gas presenti sotto al portico, che per la forma ricordano appunto dei grossi funghi. Al bisogno, i ragazzi del chiosco li accendono per scaldare i clienti. Niente di meglio per chi non vuole rinunciare a sorseggiare qualcosa all’aperto anche con il brutto tempo, magari in compagnia degli amici.

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In questo senso, la fortuna del Chiosco, che è stato acquistato e rimesso a nuovo dall’imprenditore mirandolese Gianmarco Budri, è anche quella di essere ben riparato dalle intemperie grazie agli edifici che lo circondano. Entro fine novembre i gestori vorrebbero adeguare anche il locale accanto alla baracchina, per capirci quello nell’edificio dall’altra parte di Piazza Mazzini rispetto al vecchio municipio. Obiettivo dell’allestimento: accogliere la clientela che in inverno preferisse restare al chiuso. Nel corso della settimana 4 dipendenti gestiscono il Chiosco 1906, mentre nei weekend il numero di camerieri arriva fino a 9.

Ma chi frequenta il Chiosco 1906? Varie fasce di età, trentenni soprattutto, ma anche anziani, famiglie e chiunque voglia gustare un aperitivo o un apericena. Dalle 19.30 vengono serviti taglieri di salumi selezionati da Bassi, che propone eccellenze provenienti da tutta Italia. “Andiamo molto orgogliosi delle nostre tartare di salmone – dice Bassi – Poi abbiamo ottimi primi piatti, come lasagne e tortellini. Il vino va moltissimo, specialmente il rosso, ma non solo. Poi, avendo ricevuto anche una grande richiesta di cocktail e spritz, dopo l’apertura abbiamo aggiunto anche quelli al menù”.

A parere di chi scrive, due sono gli aspetti da sottolineare. Il primo è che da anni le attività commerciali nei piccoli centri chiudono i battenti invece di aprirli, o perlomeno la percezione è questa. E come potrebbe essere altrimenti, tra crisi, terremoti, prezzi alle stelle e pandemie varie? Lo stesso Bassi ha ammesso che non era molto convinto quando Budri gli aveva proposto di gestire il Chiosco. “È una scommessa” aveva detto Bassi. Sì, una scommessa che per ora sembra proprio vinta (e noi ci auguriamo che il successo sia costante nel tempo).

L’altra sorpresa è la risposta ottenuta dalla comunità. È noto che i mirandolesi in genere preferiscono “emigrare” a Carpi e Modena, giudicate più chic e dotate di maggiore offerta. Invece dopo l’apertura del Chiosco la comunità ha risposto presente. Proverbiale anche l’invidia tra ristoratori, sempre in concorrenza tra loro. Invece il Chiosco 1906 pare faccia eccezione anche in questo senso: “Da quando abbiamo aperto – afferma Bassi – i ristoratori vicini non fanno che ringraziarci, perché molti dei nostri clienti, dopo aver preso l’apertivo da noi, vanno a cenare da loro”.