MIRANDOLA – Attraverso una nota stampa, il consigliere comunale di Fratelli d’Italia a Mirandola Marian Lugli interviene sulla situazione legata alle strutture sanitarie della Bassa modenese:

“Che i punti nascita chiusi dalla Regione non riaprano più per volontà del presidente Bonaccini è chiaro da tempo a tutti. Le bugie hanno le gambe corte ed è bastato sentire le giustificazioni dei responsabili Ausl dopo il parto in auto della donna di Finale Emilia che, non potendo partorire a Mirandola, era obbligata al viaggio verso Modena per rendersene conto. Nonostante il rischio corso dalla donna, l’Ausl ha continuato a difendere la scelta di cancellare il punto nascita di Mirandola, che è sempre stato il riferimento per tutte le donne della Bassa e non solo.

Atti e parole irresponsabili che feriscono tutta l’Area Nord. Bonaccini e Donini stanno facendo il contrario di ciò che predicano e stanno smantellando la sanità della provincia. Il punto nascita è l’ultimo taglio recente a cui seguirà quello del Pronto Soccorsi attraverso una pseudo-riforma dell’emergenza urgenza che non ha altra funzione se non applicare tagli selvaggi a tutto il comparto. Questa sinistra non solo ha abbandonato al proprio destino i propri cittadini, ma non riesce proprio a trovare uno straccio di coerenza tra ciò che dice e ciò che purtroppo non fa. Siamo contenti che il Pd della bassa se ne sia accorto così come se ne sono accorti i cittadini elettori del PD.

Abbandonati ed ingannati dalla loro classe dirigente e dalle loro segreterie. Cosa sarebbe potuto succedere – prosegue Lugli – se quella donna, o il suo bambino, al momento del parto, avessero avuto delle complicazioni? Mancavano ancora più di 20 km al Policlinico di Modena, meta obbligata non potendosi recare e fermare a Mirandola. Fortunatamente è andato tutto bene ma non ci si può affidare alla fortuna. Il punto nascita di Mirandola deve riaprire, proprio per garantire quella sicurezza che è stata negata a quella mamma costretta a partorire in mezzo ad una strada e che avrebbe potuto partorire a Mirandola, se solo la Regione non lo avesse chiuso il punto nascita.

La sospensione temporanea del servizio è una vergognosa presa in giro che mostra la scarsa credibilità e l’incoerenza politica del Presidente della Regione Bonaccini e dell’Assessore Donini che si sono guardati bene da commentare l’accaduto. E con il loro silenzio hanno testimoniato perfettamente l’imbarazzo e la vergogna del PD nell’ammirare il frutto della propria incuria, nei confronti della sanità territoriale. L’unico modo per cambiare le cose è cambiare governo della regione alle prossime elezioni”.

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