Finale Emilia, partorisce in auto durante la corsa al Policlinico. La mamma: “Un’ora per l’ospedale, un vero rischio”
FINALE EMILIA- La corsa in auto al Policlinico di Modena non è bastata. La piccola Teresa aveva così tanta fretta di nascere che il papà si è dovuto fermare in una piazzola di sosta lungo la strada, proprio sotto al cartello stradale di Gorghetto, senza riuscire ad arrivare in ospedale.
Si tratta del terzo bimbo che nasce in strada dopo la chiusura del Punto nascita di Mirandola.
Tutto è andato bene fortunatamente e la mamma- Giuditta Frassoldati, 35 anni, residente a Finale Emilia- ha dato alla luce Teresa: 3,015 kg di peso e 52 centimetri di lunghezza.
«Il termine era il 18 agosto – ha raccontato la mamma al Carlino – ma Teresa evidentemente ha avuto fretta di venire al mondo. Ora riesco a raccontare come sono andate le cose quasi con un sorriso perché tutto è finito bene, ma la notte non sono riuscita a chiudere occhio per l’adrenalina e pensando ai rischi che avremmo potuto correre».
«Ero convinta di arrivare al Policlinico per farmi fare il tracciato, poi a livello di Gorghetto mi si sono rotte le acque e le contrazioni si sono fatte più dolorose- continua Giuditta- Mio marito ha chiamato il 118: la Croce Blu di Mirandola è arrivata da San Prospero e nel frattempo si è attivata anche l’auto medica. Ma quando sono arrivati la testina di Teresa era già uscita. Dario mi ha detto: ‘E’ fuori’. Con la seconda spinta è nata: tempo record, 10 minuti".
Inevitabile il riferimento alla chiusura del Punto Nascita dell’Ospedale di Mirandola: «Da casa mia al Santa Maria Bianca sono 15 minuti di macchina: avremmo avuto tutto il tempo di arrivare in ospedale. Quando ho iniziato a sentire le prime contrazioni – spiega – ci siamo subito messi in auto perché ci vuole almeno un’ora ad arrivare al Policlinico, traffico permettendo. Sono partita per tempo, ma quello che è accaduto dimostra che qualsiasi cosa può capitare e avere un ospedale a un’ora minimo di auto è un vero e proprio rischio: per me, per la bambina e per tutte le altre mamme e figli che si potrebbero trovare in una situazione simile».
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