CONCORDIA, RAVARINO – Alcune certezze e tanti dubbi. E’ questo ciò che emerge in seguito al nuovo incidente probatorio svoltosi nella giornata di ieri, 7 luglio, in merito al caso Alice Neri, 32enne di Rami di Ravarino, trovata carbonizzata all’interno della propria auto nelle campagne di Fossa di Concordia lo scorso 18 novembre. Nel corso del nuovo incidente probatorio, sono stati esposti gli esiti di alcune analisi effettuate sugli oggetti ritrovati sulla scena del rogo, tra cui una spallina del reggiseno di Alice e una tanica di olio esausto.

Proprio dalla tanica di olio esausto arriva uno dei pochi elementi di certezza: su di essa, infatti, è stato trovato il Dna di Mohamed Gaaloul, in carcere dallo scorso dicembre, quando venne arrestato in Francia prima del successivo trasferimento in Italia, principale sospettato e a breve unico indagato per la morte di Alice Neri, dopo la richiesta di archiviazione presentata dalla Procura nei confronti del marito di Alice, Nicholas Negrini, e del collega con cui la giovane aveva trascorso la serata del 17 novembre in un bar di Concordia, inizialmente iscritti nel registro degli indagati. La difesa di Gaaloul, tuttavia, spiega con la presenza di Gaaloul sul luogo del rogo alcuni giorni prima del delitto per una grigliata in compagnia di amici le tracce di Dna sulla tanica di olio esausto.

Proprio l’utilizzo dell’olio esausto come combustibile per sviluppare l’incendio che ha avvolto l’auto e il corpo di Alice Neri è al centro delle indagini: il perito chiamato ad analizzare l’auto per capire in che modo l’incendio sia stato appiccato ha, infatti, concluso che sia stata utilizzata benzina per avviare l’incendio e che, successivamente, l’olio esausto potrebbe essere stato usato per alimentare le fiamme. Tracce di olio esausto sarebbero state individuate anche all’interno del borsello di Gaaloul, il Dna del quale sarebbe stato rintracciato anche sulla sigaretta elettronica di Alice Neri.

Sulla spallina del reggiseno di Alice Neri, invece, sarebbe stata rinvenuta una traccia biologica secondo il perito chiamato ad analizzarla non attribuibile a nessuna delle persone indagate e nemmeno ai Carabinieri che si sono occupati delle indagini e alla stessa Alice Neri.

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