CONCORDIA, RAVARINO – I pantaloni analizzati dai periti su richiesta della difesa di Mohamed Gaaloul – in carcere in quanto principale sospettato per l’omicidio di Alice Neri, 32enne ravarinese trovata carbonizzata all’interno della propria auto lo scorso 18 novembre, a Fossa di Concordia – non presenterebbero tracce del liquido probabilmente utilizzato come accelerante per il rogo che ha bruciato auto e corpo di Alice, ma non sarebbero gli stessi con cui il giovane tunisino è stato ripreso dalle telecamere di Concordia dopo che l’incendio era avvenuto.

E’ quanto si legge sulla “Gazzetta di Modena”, che riporta le parole dell’avvocato della famiglia di Alice Neri, secondo cui i periti che si sono occupati delle analisi sui pantaloni di Gaaloul avrebbero rilevato discrepanze tra le macchie che si notano sui pantaloni indossati dal giovane quando è stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza e quelle effettivamente presenti sui pantaloni analizzati. Per l’avvocato di Gaaloul, invece, “ancora nessun giudizio è stato formulato sui quei pantaloni”.

Maggiori elementi di chiarezza anche in questo ambito dovrebbero arrivare lunedì, quando è in programma un nuovo incidente probatorio in cui dovrebbero essere presentati alcuni risultati in merito esami effettuati nelle ultime settimane proprio sui pantaloni di Gaaloul e su altri oggetti rinvenuti sul luogo del rogo o appartenenti alla vittima.

Tra i risultati degli esami che verranno presentati lunedì ci dovrebbe essere anche quello relativo alle analisi effettuate sui capelli di Alice, recuperati su una spazzola, che – secondo quanto riportato dalla “Gazzetta di Modena” – escluderebbero la possibilità che la donna facesse uso abituale di stupefacenti.

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