MIRANDOLA – Attraverso una nota stampa, l’europarlamentare della Lega Alessandra Basso interviene in merito all’ospedale di Mirandola, riportando la risposta della Commissione Europea all’interrogazione presentata dall’europarlamentare leghista dopo il sit-in organizzato davanti all’ospedale Santa Maria Bianca lo scorso dicembre, in seguito alla sospensione a tempo indeterminato dell’attività del punto nascite:

«L’indicazione dell’Europa va nella direzione, sostenuta già dal Governo italiano, di una revisione del Pnrr, che invitiamo la Regione Emilia-Romagna a richiedere». Il documento “Tutela della stabilità demografica tramite finanziamento dei punti nascita” a firma dell’onorevole Basso interrogava sulla possibilità di rivedere la destinazione dei fondi del New Generation per focalizzarli sulla lotta alla decrescita demografica, partendo proprio dal caso Mirandola, non unico in Emilia-Romagna. Il riscontro è arrivato dal vicepresidente esecutivo Valdis Dombrovskis, che – spiega l’eurodeputata – «non ha fornito una risposta di circostanza, ma una puntuale indicazione delle spese riconducibili al supporto delle politiche demografiche: segnale di quanto il tema sia strategico».

«La Commissione suggerisce che gli Stati membri possono proporre un aggiornamento dei rispettivi Piani di Ripresa e Resilienza – spiega l’eurodeputata -. Questa volontà è già stata espressa dal nostro Governo. Dunque, proprio in fase di rimodulazione, ci attendiamo che la Regione, a fronte di un buco di oltre 75 milioni di euro proprio sul fronte sanitario, chieda una modifica al Pnrr per evitare quelle che chiama razionalizzazioni e che finiscono per essere tagli dei servizi. La Regione e il centrosinistra, anziché polemizzare, cerchino di evitare l’impoverimento delle strutture sanitarie. Lo vediamo purtroppo bene a Mirandola: prima la cardiologia, adesso il punto nascita, poi toccherà verosimilmente al pronto soccorso, a causa della riorganizzazione dei servizi di emergenza e urgenza».

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