MODENA- L’amore per gli animali domestici costa caro: tra le spese veterinarie onerose e i prezzi degli alimenti dedicati ai “quattro zampe”

Infatti, se la media europea per quanto riguarda l’Iva sui prodotti alimentari è al 10%, in Italia raggiunge addirittura il 22%, generando inoltre una doppia concorrenza sleale fra i vari canali di vendita fisici (piccoli negozi) e i colossi dell’online.

Il sondaggio condotto da Aisad Confesercenti (Associazione italiana imprese settore animali domestici) e Swg (Società italiana che si occupa di ricerche sul mercato) ha individiuato in Italia  ben oltre 62 milioni di animali domestici: con 16 milioni di cani e gatti per 59 milioni di persone. In media, quindi, una famiglia su tre possiede uno o più animali domestici.

E i modenesi non fanno eccezione: “Oggi – spiega Aisad Confesercenti Modena – ci troviamo davanti a una disparità. Da una parte i piccoli negozi fisici e catene fisiche che vendono al pubblico si trovano l’Iva al 22% mentre online, se lo stesso prodotto si vende a un cliente europeo, quest’ultimo lo trova con Iva al 10%. Inoltre, con l’arrivo della pandemia e le crescite enormi di vendite dei colossi dell’online, i piccoli negozi fisici e catene fisiche subiscono enormi danni di mancata crescita e il cliente paga di più il prodotto, cominciando ad abbandonare la vendita tradizionale. Si toglie a noi per dare ai colossi e a rimetterci è anche lo Stato“.

“E’ necessario che il Governo intervenga per abbassare l’Iva al 10%, per aiutare non solo le famiglie che hanno un animale domestico ma anche i proprietari di negozi di animali, messi duramente alla prova dall’emergenza Coronavirus e dal caro bollette– continua Aisad.

“Questo periodo ha messo duramente alla prova il nostro Paese, abbiamo famiglie che hanno visto drasticamente ridursi il loro bilancio familiare. Una aliquota IVA agevolata andrebbe a vantaggio di tutti, dello Stato, dei proprietari di animali e dei commercianti, evitando a molti di abbassare definitivamente la saracinesca, dalla produzione alla distribuzione tradizionale” conclude Aisad Confesercenti Modena.

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