Le scosse di terremoto con epicentro nel reggiano, ma avvertite anche in provincia di Modena nella serata di ieri, mercoledì 9 febbraio, avrebbero origine dalla stessa faglia del sisma del 2012. In particolare, spiega il professore emerito di Geomorfologia di Unimore Mario Panizza, in entrambi i casi si sarebbe mossa la dorsale ferrarese, che parte da Ferrara, ma attraversa tutte le province di Modena e Reggio Emilia. A corroborare questa ipotesi è anche l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, che riporta come Il Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani evidenzi nelle aree adiacenti, tra i 20 e i 30 chilometri dagli epicentri delle scosse di ieri sera, diversi eventi sismici di magnitudo superiore a 5.0. In particolare, il terremoto del 5 giugno 1501, di magnitudo Mw 6.0, con epicentro nel modenese, e il terremoto del 29 maggio 2012, di magnitudo Mw 5.5, uno degli eventi più importanti della sequenza del maggio-giugno 2012 in Pianura Padana Emiliana.

 

 

 

 

 

I due eventi sismici registrati nella serata di ieri – continua l’INGV – hanno avuto gli epicentri tra i comuni di Bagnolo in Piano e Correggio, in provincia di Reggio Emilia, con ipocentri a profondità di circa 6-7 km. L’area epicentrale interessata dai terremoti di mercoledì 9 febbraio fa parte di una zona a media pericolosità sismica del territorio dell’Emilia-Romagna. Secondo il professor Panizza, si legge sul “Resto del Carlino”, è possibile che con la seconda scossa di ieri sera si sia esaurita l’energia accumulata negli ultimi dieci anni e che ora si assisterà a scosse di assestamento, anche se, sottolinea il professore, “è presto per fare valutazioni certe”.

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