San Prospero, ragazzini col metal detector trovano pistole, fucili e una bomba a mano: l’ordigno fatto brillare
SAN PROSPERO –Si pensava a un singolo ordigno bellico. Invece quello scoperto nel canale Sabbioncello a San Prospero è un vero e proprio piccolo arsenale risalente alla Seconda guerra mondiale: due pistole, due fucili e una bomba a mano L23 di fabbricazione inglese. E ancora più incredibile è il modo in cui le armi sono state trovate: a scoprirle è stato un gruppo di ragazzini che stava passando sul fondo sabbioso del canale con dei piccoli metal detector.
È questo che c’era dietro la chiusura di via Bozzala di cui SulPanaro aveva dato notizia ieri, quando il Comune aveva disposto l’interdizione del tratto compreso tra via Caduti sul Lavoro e via Olmo Secchia per consentire la localizzazione e l’identificazione di un possibile ordigno bellico. Il ritrovamento, dunque, non solo è stato confermato, ma si è rivelato molto più consistente del previsto.
In questi giorni il livello dell’acqua nel Sabbioncello è stato abbassato e il fondo del canale è rimasto scoperto. I ragazzi sono scesi e hanno cominciato a passare il metal detector sulla sabbia del fondale. Quella che poteva sembrare una piccola caccia al tesoro si è trasformata improvvisamente in qualcosa di molto più serio: sotto il fondo sono emersi i resti delle armi e, soprattutto, una bomba a mano ancora da trattare come potenzialmente pericolosa.
È scattato immediatamente l’allarme e l’area è stata messa in sicurezza. Sono intervenuti gli specialisti, tra cui gli artificieri arrivati da Piacenza e altro personale specializzato. Questa mattina, mercoledì 7 ottobre, alle 10.58 l’ordigno è stato fatto brillare in sicurezza. Il video dell’esplosione documenta il momento conclusivo dell’operazione.
Resta ora il piccolo giallo storico: chi aveva nascosto o gettato quelle armi nel canale? I reperti vengono fatti risalire alla Seconda guerra mondiale, ma stabilire quando siano finiti nel Sabbioncello e a chi appartenessero è tutt’altra questione. Nel dopoguerra non fu inconsueto che armi utilizzate durante il conflitto rimanessero nascoste anche dopo gli ordini di consegna e disarmo. Una delle ipotesi possibili è quindi che l’arsenale sia stato conservato clandestinamente per un certo periodo e che, molti anni più tardi, qualcuno abbia deciso di disfarsene gettandolo nel canale. Al momento, però, non ci sono elementi per attribuire quelle armi a partigiani, militari o ad altri soggetti: la loro storia resta tutta da ricostruire.
E proprio il modo fortuito in cui sono state trovate lascia anche un avvertimento molto concreto. I metal detector, soprattutto quando vengono utilizzati per gioco da bambini e ragazzi, possono far emergere dal terreno non soltanto monetine o ferraglia. Nella Bassa, attraversata dal fronte e dai combattimenti della Seconda guerra mondiale, ordigni e munizioni inesplose continuano a riaffiorare anche a ottant’anni di distanza. Se il metal detector segnala qualcosa di insolito, dunque, la regola è una sola: non scavare, non toccare e chiamare immediatamente le forze dell’ordine.
Perché questa volta la caccia al tesoro è finita con un’esplosione controllata dagli artificieri. E poteva finire molto diversamente.
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