CONCORDIA, RAVARINO – In attesa del rientro in Italia di Mohamed Gaaloul, principale sospettato per l’omicidio di Alice Neri, che dovrebbe avvenire nei prossimi giorni dopo il trasferimento del 29enne di origini tunisine a Parigi da dove prenderà un volo in direzione Milano, proseguono le indagini sulla morte della 32enne ravarinese, trovata carbonizzata all’interno della propria auto a Fossa di Concordia lo scorso 18 novembre.

Come riporta “Il Resto del Carlino”, i Ris di Parma sarebbero al lavoro sul chip del telefono di Alice Neri, unica parte del cellulare della giovane recuperato dagli inquirenti all’interno della sua auto carbonizzata. La difficoltà nell’estrapolazione dei dati dal chip sta nel fatto che anch’esso, come il resto del cellulare di Alice, è stato danneggiato dall’incendio che ha coinvolto l’auto e, dunque, i danni subiti potrebbero impedire agli inquirenti di riuscire a recuperare ulteriori dati, oltre a quelli emersi nelle scorse settimane. I dati in questione, già recuperati, riguarderebbero le mappe consultate sul telefono da Alice nella notte tra il 17 e il 18 novembre, quella in cui è successivamente stata uccisa. In particolare, la giovane avrebbe visualizzato il percorso da Concordia alla sua casa di Ravarino e successivamente avrebbe impostato il percorso per Vallalta, frazione di Concordia dove viveva il principale sospettato Mohamed Gaaloul.

Ora gli inquirenti sperano, grazie a complesse procedure e all’utilizzo di una tecnica chiamata chip-off, di riuscire a recuperare dal chip del telefono di Alice altri elementi utili alle indagini: in particolare, messaggi oppure foto.

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