Domenica primo ottobre San Felice sul Panaro si trasforma in un film di Fantozzi a cielo aperto. E’ una grande kermesse, unica nel suo genere, per rendere omaggio al grande attore Paolo Villaggio.

Sul Panaro vi accompagna alla scoperta di questa iniziativa, con una serie di articoli per conoscere meglio di cosa si sta parlando.

LA MEGADITTA

Ugo Fantozzi è un ragioniere assegnato all’ufficio sinistri di un’enorme ditta romana dal nome
impronunciabile, l’azienda è caratterizzata da una ferrea gerarchia interna in cui gli impiegati dell’ultima classe
(la 12ª, quella appunto di Fantozzi) sono tenuti a un atteggiamento servile nei confronti dei superiori, i quali
hanno persino il potere di esercitare violenza fisica sui subalterni.
La Megaditta fantozziana simboleggia l’apparato burocratico-amministrativo degli imperi industriali figli del
boom degli anni Cinquanta. I dipendenti sono perlopiù maschi diplomati e possiedono una qualifica che si
traduce in un vero e proprio “marchio” capace di definire l’individuo nella sua totalità, creando così
un’immediata adesione fra ruolo nell’azienda e ragione di vita. La dirigenza, con i suoi bizzarri e improbabili
titoli (Mega Direttore Naturale, Mega Direttore Clamoroso), è composta invece da nobili e cavalieri di gran
croce, talvolta identificati da cariche che suggerirebbero un’attitudine criminosa e comportamenti poco corretti
(Gran. Mascalzon., Gran. Farabut., Figl. di Putt.).
Il meccanismo di fidelizzazione del dipendente si concretizza tramite la partecipazione forzata ad attività extralavorative alienanti e così lo sport, la cultura e la vita mondana dei dipendenti sono regolati dalla dirigenza che
inscena competizioni (famosa la coppa Cobram, gara ciclistica aziendale, o le olimpiadi aziendali) utili a
stravolgere i rapporti di subalternità interni al terzo stato della ditta. I vincitori hanno difatti la possibilità di
ascesa all’interno della galassia aziendale mentre gli ultimi classificati rischiano licenziamento o contratti di
servitù volontaria, a conferma della loro inettitudine a svolgere anche un misero lavoro salariato.
Le cene di gala rappresentano, al contrario, un momento di avvicinamento dei superiori con gli inferiori.

 

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