Regalare un asteroide non è cosa da tutti. Eppure, da tre anni a questa parte, lo spazio è cosa per Davide Gaddi, il magazziniere mirandolese di Mec Palmieri che abbiamo più volte seguito nei suoi viaggi ciclistici per cause nobili e che nel 2020, con la sua cagnolina Pimpa, balzò alle cronache nazionali per avere scoperto sull’argine del Secchia il meteorite “Cavezzo”.

A Gaddi è intitolato un asteroide, il numero 112340 (2002 NN6), e un altro porta il nome di Pimpa, il numero 112339 (2002 NF6), l’unico al mondo dedicato a un cane. Così, avendo ormai capito come si fa, a Davide è venuta l’idea di provare a chiedere di battezzare un asteroide nel nome Marco Olmo, 74enne ultramaratoneta piemontese, celebre come “l’uomo che ha fermato il tempo”, per le sue numerose vittorie internazionali ottenute nell’ultra trail in età già avanzata (“Le gare più importanti le ho vinte quando era già pensionato”, ha detto in un’intervista alla Gazzetta dello Sport).

Gaddi e Olmo si sono conosciuti alcuni anni fa e hanno instaurato un rapporto di stima e amicizia, ed è così che Davide ha messo in moto le sue conoscenze per regalare il nome di un asteroide a Olmo. Lo ha fatto attraverso l’astronomo e imprenditore Fabrizio Bernardi, fondatore di SpaceDyS nonché scopritore nel 2002, dall’osservatorio di Campo Imperatore, dei due asteroidi in seguito dedicati a Gaddi e Pimpa. Partita da Davide e con l’intercessione di Bernardi, che ha inviato la proposta al working group della International Astronomical Union (IAU), la richiesta è stata approvata, così come certificato dal WG Small Bodies Nomenclature Bulletin dell’International Astronomical Union. Così l’asteroide 113213 (2002 RM118) da alcuni giorni si chiama “Marcoolmo”.

Si tratta, anche in questo caso, di un asteroide scoperto da Bernardi, sempre nel 2002 (“Al tempo – ha dichiarato alla Gazzetta dello Sport – seguivo di un progetto di ricerca sugli asteroidi”) ma poco dopo la scoperta di quelli poi intitolati a Gaddi e Pimpa. “Quando conobbi personalmente Olmo – spiega invece Davide Gaddi – scoprii una persona molto umana, con cui mi sono trovato bene. Lo conoscevo per ciò che aveva ottenuto nell’ultra trail e mi colpì quando mi disse che tanto, prima o poi, tutti si sarebbero dimenticati di lui. Ecco, ora non sarà così”.

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