Amministrative San Prospero
Cartelli dialettali a Mirandola, che pasticcio: protesta San Martino Spino
SAN MARTIN SPIN – Valorizzare la cultura locale, sì, ma la cultura di chi? Di chi propone la valorizzazione o dei diretti interessati?
Pasticcio a Mirandola con i cartelli con le diciture in dialetto voluti dalla giunta leghista: nella frazione di San Martino Spino – in dialetto San Martin Spin – è stato messo il nome sbagliato, San Marten Da Bass, che non si usa tra i residenti ma è la dicitura praticata una ventina di chilometri più in là, a Mirandola.
Non solo, è pure considerato offensivo e – a pensarci bene – non ha neanche un reale significato. Perché se Spino sl’e’ da bass, in du ell quel in elta?
.
Le polemiche sono scoppiate sui social, dove vedere l’immagine del cartello posato qualche giorno fa ha fatto saltare sulla sedia gli abitanti della frazione. Quella dicitura, “da Bass”, non è mai stata usata nel vernacolo locale, che cosa significa?
C’è chi ha storto il naso e se l’è pure un po’ presa: indicare “quelli della Bassa” ha a volte una accezione dispregiativa, usata per mantenere le distanze tra i sedicenti civilizzati cittadini e gli zoticoni di campagna. Lo sanno tutti, perché vale un po’ per tutti noi del distretto Area Nord (anche qui: a Nord rispetto a cosa?), ma si sa, se si ragiona col cervello chiuso c’è sempre qualcuno più della Bassa di altri.
“San Marten Da Bass” non è di uso comune qui, dove gli abitanti dicono di vivere a San Martin Spin. E poi “La capitale del cocomero”, chi lo ha deciso, visto che di cocomeri se ne producono come eccellenza un po’ dappertutto dalle nostre parti?



La gatta frettolosa fa i figli ciechi, e i cittadini lo fanno notare passando in rassegna tutti gli altri cartelli posati all’ingresso delle frazioni.
Ad esempio: sul cartello che c’è a Mortizzuolo, Mortizzuolo è stata tradotta col dialetto sanfeliciano in Mursùal e non col mirandolese: Mursòl.
E Cividale? C’è chi fa osservare che la dizione corretta sarebbe Zividal e non Sivdal. E quell’ “antico sotterraneo tra la Motta e il castello dei Pico”: non è un fatto storico, ma una leggenda buttata lì come se fosse vero. Una forzatura un po’ più grave del cocomero di San Martino Spino.
LEGGI ANCHE
San Felice “ed ‘na volta”, i detti e le espressioni dialettali della tradizione
E tu, parli sanfeliciano o mirandolese? Sicuramente non parli emiliano!

























