FINALE EMILIA – Sono state rinvenute, informa il Consorzio della Bonifica Burana, tramite un post sulla propria pagina Facebook, alcune gallerie e tane di nutrie lungo il canale Diversivo, a Finale Emilia. Nelle immagini sottostanti, le tane e i lavori di chiusura delle gallerie e ripristino del corpo arginale ad opera del Consorzio.

Il Consorzio della Bonifica Burana ricorda che la nutria è un animale alloctono è stata introdotta in Italia dal Sud e Centro America negli anni Venti del secolo scorso, per la prima volta in Piemonte, per la produzione di pellicce. Quando il mercato di queste pellicce entrò in crisi le aziende chiusero e gli animali ancora presenti negli allevamenti vennero liberati in natura. Grazie alla capacità di adattamento, alle potenzialità riproduttive e alla resistenza fisica, questi pochi esemplari sono stati sufficienti per colonizzare diverse aree di vaste proporzioni intorno a fiumi, laghi e zone umide, dove si sono insediate con un impatto ambientale non irrilevante. La nutria oggi è annoverata tra gli animali cosiddetti infestanti.
Per la Bonifica il rischio maggiore legato alla presenza di nutrie e di altri animali fossori (come volpi, istrici, ecc.) lungo i canali, tra i quali il Diversivo, è determinato dalla costruzione di gallerie e tane che compromettono la stabilità degli argini, motivo per cui è necessario un monitoraggio costante garantito da un accordo tra Consorzio, ATC e Polizie Provinciali.

Le leggi

– La Convenzione ONU sulla diversità biologica del 1992 vieta di introdurre specie esotiche o, se del caso, ne chiede il controllo o l’eliminazione se minacciano gli ecosistemi, gli habitat o le specie;
– la Raccomandazione del Consiglio d’Europa n. 77/1999 include la nutria tra le 100 specie aliene più pericolose a livello mondiale;
– Il Regolamento (UE) n. 1143 del 22 ottobre 2014 recante disposizioni volte a prevenire e gestire l’introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive raccomanda agli Stati membri di provvedere all’eradicazione rapida di tali specie.
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