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08 Novembre 2026
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Prestiti senza interessi e con restituzione flessibile, la Curia in aiuto agli imprenditori

Carpi - Un fondo da 200 mila euro per elargire prestiti fino a 15 mila agli imprenditori in difficoltà. Sabato 12 dicembre al Palazzo Vescovile si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della nuova proposta del progetto Fides et Labor , avviato all'indomani del terremoto che nel 2012 ha sconvolto la Bassa. Il tempo della pandemia ha fatto sorgere nuovi bisogni ed urgenze per il quale il fondo di questa iniziativa può costruire un'interessante opportunità, a sostegno dei giovani imprenditori e non solo. Intervenuti alla presentazione Giuseppe Torluccio e Stefano Cestari, presidente e vicepresidente Fides et Labor, il professore diocesi scuola cattolica Claudio Cavazzuti e il vescovo di Carpi Erio Castellucci. Si tratta di un fondo finalizzato ad aiutare gli imprenditori a proseguire una attività lavorativa, attraverso l'erogazione di prestiti senza interessi e a restituzione flessibile. Durante il periodo di pandemia sono numerosi i lavoratori che hanno cessato o quanto meno diminuito le loro attività, questo sostegno appoggiare  dà speranza anche ai giovani che vogliono iniziare questo cammino imprenditoriale.
"Lo scopo è quello di far ottenere dei finanziamenti garantiti per sostenere e mettere in movimento le nuove imprese, verso giovani ma anche imprenditori meno giovani che svolgono per la prima volta una attività imprenditoriale, rivolto anche ad imprese che a causa del terremoto si sono dovute delocalizzare".
Afferma il vicepresidente Stefano Cestari Questi prestiti elargiti dalla Diocesi intendono dare un aiuto ad una società che in questo periodo ha subito gravi crisi sia economiche che sociali, dove Amore e Carità sono le due parole motore di Fides et Labor.
"Questa è un'iniziativa per rilanciare le aziende, il fondo ammonta a circa 200.000 euro ed è una garanzia al 100%"
Commenta il presidente Giuseppe Torluccio Una opportunità per i giovani di mettersi in gioco in questo periodo difficoltoso nel quale il futuro lavorativo subirà importanti variazioni sia nel campo delle innovazioni che introdurranno le varie aziende, sia a livello della quotidianità, in quanto si spera di riprendere a vivere e lavorare il più normalmente possibile. Un periodo buio per tutti dove la fede gioca un ruolo fondamentale nel sostegno dell'impiego pubblico.   LA NOTA DELLA CURIA

Diocesi di Carpi

comunicato n° 87

Carpi, 12 dicembre 2020

COMUNICATO STAMPA

Il fondo Fides et Labor: finalità e attività

Fides et Labor è un progetto di finanza sociale nato nel 2013, per volontà del Vescovo Francesco Cavina. E’ rivolto ad attività esercitabili nel territorio della Diocesi di Carpi - con un’apertura anche a quello limitrofo del modenese - che, a causa della crisi economica in corso, risultano escluse dal sistema del credito bancario per ragioni connesse alla mancanza di garanzie e a situazioni di precarietà, ma che intendono diventare economicamente autosufficienti e integrarsi nel tessuto sociale ed economico attraverso l’esercizio di un’attività lavorativa autonoma o già esistente. Si trattava, e si tratta, di importi, dell’entità massima di 15 mila euro, in grado di coprire l’avvio di attività commerciali, di ristorazione, di sviluppo di servizi.

Il fondo iniziale di 300 mila euro è stato stanziato dalla Diocesi di Carpi; primo donatore, con 100 mila euro, Papa Benedetto XVI, dopo la visita pastorale del 26 giugno 2012 a Rovereto sulla Secchia a seguito del sisma, poi via via la somma è aumentata grazie alla generosità di tanti.

Fides et Labor non è un vero e proprio microcredito, che come tale è sottoposto alla normativa bancaria. Per questo, al fine della concessione del finanziamento è necessario un intermediario finanziario, in questo caso la Banca Popolare dell’Emilia Romagna (Bper), che, in base ad una convenzione, gestisce la parte relativa al prestito, erogando il denaro, senza interessi. Da un punto di vista tecnico, nello specifico, BPER gestisce il finanziamento e il piano di ammortamento dei beneficiari, rendicontando alla Diocesi l’utilizzo del fondo di garanzia Fides et Labor.

Uno specifico Consiglio Etico si preoccupa di valutare le finalità delle richieste e la loro sostenibilità economica. In caso di esito positivo, la banca eroga il prestito, che è, appunto, garantito dal Fondo della Diocesi.

Lapam offre, da sempre, la sua collaborazione, in vario modo, aiutando la commissione nella valutazione della bontà delle proposte e nella fase di “accompagnamento” dei progetti.

Elemento fondamentale dei progetti presentati deve essere la capacità di rimborso, in modo da alimentare nuovamente il Fondo di Fides et Labor e poter finanziare ulteriori progetti.

Dal 2013 ad oggi i progetti presentati sono stati 80, 25 quelli approvati e finanziati. Il totale erogato per i 25 progetti finanziati è di oltre 270 mila euro, di cui l’80% è stato rimborsato.

Attualmente, il Fondo di Fides et Labor ammonta a poco più di 200 mila euro, destinati ad aumentare perché ci sono progetti in fase di restituzione.

Le domande di finanziamento possono essere presentate all’indirizzo mail, che sarà comunicato a breve tramite i canali di informazione della Diocesi di Carpi.

Il Consiglio Etico si incaricherà di contattare i richiedenti.

Consiglio Etico di Fides et Labor

Il Vescovo, monsignor Erio Castellucci, sta procedendo alla nomina del nuovo Consiglio Etico. Sono stati al momento confermati il presidente, Giuseppe Torluccio, e il vicepresidente, Stefano Cestari.

Fides et Labor si allarga a sostenere la progettualità

delle scuole cattoliche in campo didattico-educativo

Nella mattinata di oggi, sabato 12 dicembre, presso il Vescovado di Carpi, si è tenuta la conferenza stampa per rilanciare all’attenzione pubblica il progetto Fides et Labor.

Sono intervenuti il Vescovo, monsignor Erio Castellucci, il presidente di Fides et Labor, professor Giuseppe Torluccio, il vicepresidente di Fides et Labor, Stefano Cestari, e Claudio Cavazzuti della Commissione diocesana scuola cattolica e dirigente scolastico dell’istituto Sacro Cuore di Carpi.

Oltre alle finalità già note (si legga il comunicato stampa n.87), Fides et Labor si allarga oggi anche alle scuole paritarie di ispirazione cristiana presenti nel territorio diocesano, mettendosi a disposizione al fine di sostenerne la progettualità in campo didattico-educativo, in un momento in cui, in particolare a causa della pandemia, sono emerse nuove esigenze in questo ambito.

Monsignor Erio Castellucci, Vescovo di Carpi

Fides et Labor si caratterizza per il fatto che la garanzia è offerta dalla Diocesi, per cui il prestito è a fondo perduto. Se l’iniziativa va bene, il prestito viene restituito e il Fondo si rende disponibile a finanziare anche altri. Un circolo virtuoso, dunque.

In questo anno, ma ancora prima che si profilasse il disastro della pandemia, avevamo fatto una riflessione in Diocesi su come rilanciare Fides et Labor, in base a quali prospettive. E’ un settore, quello delle start-up ma anche delle imprese già avviate, che richiede una continua creatività. Sentivo di recente in una conferenza di un economista dell’Università di Modena, che tra vent’anni l’80% dei lavori che ci sono adesso non ci saranno più, ce ne saranno di nuovi. Allora, la nostra idea, sorta all’interno di Fides et Labor, è proprio quella di riplasmare la proposta sulle necessità attuali. Ora tanto più, dato che a causa della pandemia ci saranno conseguenze di carattere lavorativo e professionale, che molto probabilmente richiederanno nuove partenze e un supplemento di creatività. A disposizione di questo intende mettersi il Fondo di Fides et Labor.

Giuseppe Torluccio, presidente di Fides et Labor

Fides et Labor è un progetto di Finanza Sociale rivolto a coloro che, a causa della crisi economica in corso, risultano esclusi dal sistema del credito bancario per ragioni connesse alla mancanza di garanzie e a situazioni di precarietà, ma che intendono diventare economicamente autosufficienti e integrarsi nel tessuto sociale ed economico attraverso l’esercizio di un’attività lavorativa autonoma o già esistente. Un progetto specifico quindi, focalizzato su persone che intendono “rimettersi in piedi” e ripartire con un’attività lavorativa. Come presidente, posso dire che si tratta di un’iniziativa che molte altre diocesi hanno preso ad esempio apprezzandone proprio lo scopo ben preciso dell’iniziativa. Fides et Labor, come dice il nome, è quindi un aiuto specifico ai progetti di lavoro di nuovi imprenditori, giovani che scommettono sul proprio futuro con un’attività d’impresa personale e specifica. In queste realtà non c’è solo il progetto, ma la “storia” delle persone cui si vuole restituire la speranza, così messa in crisi dalla pandemia. Proprio in quest’ottica si è deciso di estendere la platea dei possibili beneficiari, aprendoci alle scuole cattoliche. La scuola infatti è il naturale bacino d’utenza dove si formano le persone: dobbiamo coltivare l’entusiasmo dei giovani nell’intraprendere un percorso. Sarebbe un peccato non offrire loro questa opportunità. La scuola ci consente di intercettare chi vuole ripartire, magari con start up sulla formazione a distanza. Se la nostra società non investe sui giovani, l’intera popolazione non sarà destinata ad un futuro glorioso.

Claudio Cavazzuti, Commissione diocesana scuola cattolica

Nelle scuole di ispirazione cristiana, che sono un patrimonio storico, educativo ed umano del nostro territorio, cerchiamo di far crescere persone che un giorno si prendano una responsabilità attiva nella società in cui vivono.

Nella nostra Diocesi sono presenti 14 scuole dell’infanzia, parrocchiali o gestite da istituti religiosi e fondazioni. Sono realtà che stanno faticando in questi anni, sia per il calo demografico sia per le conseguenze della crisi economica. Credo tuttavia che, al di là delle difficoltà, si debba guardare a queste istituzioni con un’ottica positiva, in quanto luoghi dove si fa tanta innovazione nella didattica e c’è tanta progettualità. In questo credo sia evidente la sintonia con quanto si propone di sostenere Fides et Labor. Ecco allora che proporremo alle scuole, a seconda delle realtà e fasce d’età in cui operano – si ricordi che fra le scuole paritarie di ispirazione cristiana nella nostra Diocesi ci sono anche sezioni di nido, due scuole primarie e una secondaria di primo grado – di mettersi in gioco presentando dei progetti, con le stesse responsabilità richieste da Fides et Labor, per fare innovazione didattica. Perché si continui a coltivare quelle virtù cristiane, che non sono solo fondamento dell’identità delle nostre scuole, ma capacità che attualmente si chiedono anche al mondo economico, con un investimento particolare anche in competenze socio-affettive. Questi progetti sono investimenti a lungo raggio per Fides et Labor: i bambini di oggi saranno adulti fra qualche decina di anni, e chissà che, anche grazie a questa progettualità educativa, possano diventare gli imprenditori di domani.

   

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