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Nonantola e il Sommo Poeta Dante: l’interpretazione di Gabriella Malagoli

NONANTOLA- Gabriella Malagoli, nata e residente a Nonantola e laureata in lettere classiche all’Università di Bologna, ha illuminato i più curiosi sul perché Nonantola può essere inclusa nei luoghi legati al Sommo Poeta Dante Alighieri.
Ecco l’excursus storico e letterario che la dottoressa Malagoli ha condiviso su Facebook:
“Nelle carte nonantolane dal 1122 al 1200 sono nominati diversi personaggi dal cognome Adighieri, Aldighieri, al servizio dell’Abbazia in qualità di advocati o notai; scrive a tal proposito Girolamo Tiraboschi nella sua Storia dell’augusta abbazia di Nonantola (1784):
“Egli [Dante] era della famiglia degli Aldighieri, Ferrarese, a cui apparteneva la moglie di Cacciaguida tritavo del celebre poeta Dante, che da essa diede alla sua famiglia il cognome. Vedremo altrove che questa illustre famiglia fu originaria da Nonantola, che dee perciò entrare a qualche parte della gloria di avere data la nascita a sì grand’uomo“.
A un esponente di questa antica famiglia è legato un toponimo del nostro territorio, cioè il Ponte del Losco, che si trova sul corso del torrente Muzza, al confine, oggi, fra la provincia di Modena e quella di Bologna, un tempo fra domini bizantini e longobardi, poi fra Stati Estensi e Stato della Chiesa: il suo nome deriva da Losco degli Aldighieri, notaio dell’Abbazia, che in questa zona aveva un fondo in enfiteusi.
Attento a queste considerazioni, l’avvocato Stanislao Previdi, nel secolo XIX, volle ricordare in una lunetta a bassorilievo, posta sulla facciata di un palazzo di sua proprietà, l’episodio del Paradiso che narra l’incontro di Dante con Cacciaguida, il quale gli svela l’origine del suo cognome:
“Moronto fu mio frate ed Eliseo,
mia donna venne a me di val di Pado;
e quindi il sopranome tuo si feo”.
Più recentemente il dottor Giuseppe Moreali ricordò ai Nonantolani questo onore, infatti, quando venne istituita la scuola media unificata nel paese, l’allora segretaria, signora Enrichetta Cerchiari, si rivolse a lui per un suggerimento riguardo l’intitolazione della nuova istituzione, in quanto profondo conoscitore della storia di Nonantola ed autore di un volumetto ad essa dedicato: egli propose di intitolarla a Dante Alighieri, denominazione rimasta fino ai giorni nostri, pur nell’accorpamento con la scuola elementare.
Più volte il dottor Giuseppe Moreali richiamò l’attenzione sull’origine del cognome di Dante: ad esempio nel numero 2 della rivista Ris e fasòo del 1964 egli scriveva:
“Per ambientare subito il visitatore nell’atmosfera antica di Nonantola si potrebbero ricordare nella denominazione delle vie i personaggi celebri che nel passato hanno avuto rapporti più o meno importanti con la nostra Abbazia; …gli Alighieri, famiglia del sommo poeta, che il Tiraboschi ritiene originaria di Nonantola”.
Ancora viene ripresa la proposta di ricordare Dante nel nome di una via nel numero 8 della rivista Il Torricino del 1974:
Già abbiamo richiamato l’attenzione di chi di dovere sull’anacronistica denominazione di via Roma alla strada principale del capoluogo…Noi proponiamo di denominarla Via Alighieri” in quanto alla luce delle ricerche del Tiraboschi, dello Spinelli e del Rosselli, la famiglia Alighieri di Ferrara era imparentata con gli Alighieri nonantolani. Lo stesso Cacciaguida, trisavo di Dante, nel canto XV del Paradiso, vv.136-138, asserisce che sua moglie veniva dalla Valle Padana e che i suoi discendenti, che avrebbero dovuto chiamarsi Elisei come lui, assunsero il cognome di Alighieri.
Anche il Boccaccio afferma che la moglie di Cacciaguida era ferrarese. Inoltre risulta da documenti del nostro archivio abbaziale che degli Alighieri avevano avuto incarichi frequenti dalla stessa Abbazia quali avvocati e notai e avevano possedimenti nell’attuale territorio di Nonantola e Ravarino. Quanto noi abbiamo qui ricordato era certamente noto all’avvocato Previdi che nel secolo scorso fece porre un bassorilievo in cotto rappresentante il colloquio di Dante col trisavolo Cacciaguida nel lunettone sovrastante una delle finestre del palazzo di stile neo-classico posto al n. 59 di via Roma, nella cornice del quale può leggersi il verso:
e quindi il soprannome tuo si feo».
Infine il dottor Giambattista Moreali nel suo volume dedicato al duomo di Modena Il duomo in chiaro suggerisce una serie di considerazioni che lo portano a proporre la presenza di Dante a Nonantola.
Nel 1994 venne pubblicato il volume Frammenti di un discorso dantesco di Gabriella Pomaro, a cura del comune di Nonantola, nel quale erano presentati e analizzati i frammenti del testo dantesco, trascritti da un copista della metà del Trecento, custoditi nell’Archivio Storico del Comune di Nonantola: 4 bifogli di pergamena che riportano versi della Commedia.
La presenza di qualche verso della Commedia su di un registro di poco posteriore alla pubblicazione dell’opera dantesca conservato nell’Archivio Abbaziale testimonia la diffusione della Commedia nel nostro territorio.
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