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27 Ottobre 2021

Nonantola, il gruppo consiliare Una mano per Nonantola: “Liberi da ogni vincolo politico di maggioranza”

A quasi un anno di distanza dalle dimissioni del vicesindaco di Nonantola, Gianluca Taccini, e dell’assessora Elena Piffero, entrambi espressione del gruppo consiliare Una mano per Nonantola e mai definitivamente sostituiti in Giunta (dopo qualche tempo è stata designata l’assessora Tiziana Baccolini), lo stesso gruppo consiliare, attraverso un comunicato stampa si definisce “libero da ogni vincolo politico di maggioranza”. Di seguito, l’intero comunicato del gruppo Una mano per Nonantola:

“A riscontro del nostro comunicato del 16 settembre 2021, il Circolo PD di Nonantola, a penna del proprio segretario, Stefania Grenzi, ci ammonisce che non è il tempo di fare passi indietro ma passi avanti. In primo luogo, vorremmo esprimerci su due affermazioni del comunicato che non reputiamo corrette.

La prima: si sostiene che la ricomposizione della giunta dopo le dimissioni Elena Piffero e Gian Luca Taccini non sia stata completata (dopo qualche tempo è stata designata l’Assessora Tiziana Baccolini), perché si è voluto aspettare che UMPN rientrasse in giunta, come se avessimo lasciato il dubbio che ciò potesse accadere. L’ipotesi di sostituire i nostri due assessori dimissionari con altri due nomi espressi dalla nostra lista sarebbe stata priva di qualsiasi logica politica, tanto quanto rientrare con un assessore solo: abbiamo chiarito fin da subito di non ritenerla una soluzione percorribile della crisi.

La seconda: nel comunicato si ritiene che non aver approfondito le ragioni della uscita di UMPN dalla Giunta sia stato un errore che non ha permesso di superare lo strappo. E allora invitiamo a rileggere sia le lettere di dimissioni dei due assessori sia le dichiarazioni della lista UMPN e del PD pubblicate in quella circostanza. UMPM metteva in evidenza lo sfaldamento di un rapporto di fiducia che si era andato accentuando a causa di una interpretazione divergente sulle modalità del lavoro in giunta, della partecipazione e della implementazione del programma elettorale. Il PD rispondeva ammonendo gli amministratori dimissionari e richiamandoli al loro (presunto) mancato o insufficiente senso di responsabilità e capacità di impegno: a parer loro non avevano capito che una volta entrati a far parte della squadra di giunta tutto dovesse gravitare intorno alla guida del Sindaco, si dovessero dismettere le giacche di provenienza e rinunciare a portare e sostenere le istanze della propria parte politica.

Non condividiamo questa impostazione: se alcune decisioni sono prerogativa della sola giunta, un processo davvero democratico, trasparente e aperto imporrebbe che le questioni più rilevanti venissero prima approfondite, discusse e condivise almeno con i consiglieri e la coalizione di maggioranza. Questa è stata per noi una insormontabile divergenza, insieme ad una diversa definizione delle priorità programmatiche: gli ammonimenti agli assessori dimissionari sembrano quantomeno pretestuosi.

Per evitare di aggravare la crisi in piena pandemia, e visto che le interpretazioni che ne venivano offerte erano così discordanti, abbiamo ritenuto più responsabile non indugiare nella disamina delle dimissioni e mantenere aperta la possibilità di ridefinire i termini del confronto col PD. Abbiamo continuato a proporre contributi e valutazioni, cercando insistentemente un coinvolgimento nelle decisioni di governo come lista alleata. Non avrebbe avuto senso rientrare in giunta, tra l’altro con un assessore in meno, senza che fosse mutato il contesto: si puntava invece ad allargare il confronto e il dialogo con la giunta attraverso la preparazione di dossier tematici, auspicando una maggiore condivisione. Un cambio di rapporto insomma tra giunta e consiglieri, giunta e forze di coalizione, giunta ed associazioni ed espressioni della società civile.

Ad ora, questo cambio di rapporto non si è materializzato.

Non è mai venuto meno il nostro impegno verso la ricomposizione del fronte progressista a Nonantola: un impegno necessario, per evitare il perpetuarsi di una situazione di incomunicabilità e di lacerazioni che rischia di protrarsi fino alla fine della consiliatura, pregiudicando il rilancio di una forte proposta di cambiamento. Abbiamo così proposto alle forze politiche del centro sinistra di convergere in un laboratorio programmatico, un organismo politico formato dalla attuale giunta, dai rappresentanti delle forze politiche di centro sinistra e dai loro capigruppo, che agisse in piena trasparenza e con vigore per definire l’implementazione del programma nella seconda metà del mandato. Obiettivo non secondario di questo laboratorio sarebbe stato ampliare il coinvolgimento e la partecipazione attraverso il lavoro di commissioni, gruppi, comitati, per acquisire gli elementi, i contributi e le considerazioni necessarie a prendere gli orientamenti più utili e condivisi.

Ma il nodo resta su chi prende in definitiva le decisioni. Se si lavora senza riporre alcuna fiducia negli altri ne risulterà che gli altri non avranno più fiducia in te. Non possiamo camminare poggiando le nostre azioni su atti di fede, questione che attiene ad altri ambiti, ma dobbiamo procedere con trasparenza e condivisione, e così daremo all’azione di governo l’accelerazione e l’efficacia necessarie.

L’ipotesi che abbiamo formulato non viene presa in considerazione dal comunicato del PD, non la si ritiene accoglibile, veniamo invitati a fare un passo avanti proponendocene uno indietro.

Ci si impone per chiarezza verso di noi e i nostri elettori di prendere una decisione chiara, trasparente, che definisca un cambio di rapporto, che non sarà quello che ipotizzavamo, ma che si rende improcrastinabile, riassumibile nei seguenti punti:

  • confermiamo l’adesione al programma elettorale di coalizione presentato alle Amministrative del 2019 e continuiamo a impegnarci a fondo per la sua realizzazione;
  • reputiamo inadeguati ed inaccettabili i criteri e le modalità con cui vengono esercitate le funzioni di governo della nostra comunità e, pertanto, svilupperemo una relazione dialettica e di confronto col sindaco e la Giunta sulle questioni che verranno man mano trattate, liberi da ogni vincolo politico di maggioranza, ponendo al centro le questioni programmatiche sulle quali riteniamo non vi sia stato uguale senso di urgenza e una sufficiente azione di governo, soprattutto, e non malgrado, a fronte della situazione di pandemia e di rischio ambientale e idrogeologico.
  • continueremo a lavorare dentro e fuori le istituzioni per ricompattare e rilanciare una iniziativa politica unitaria dell’area progressista a Nonantola.

Registriamo con soddisfazione la disponibilità dichiarata dal gruppo “Nonantola Progetto 2030” di avviare una fase di dibattito e di collaborazione nella direzione auspicata di ricomposizione delle forze del campo progressista. Identico atteggiamento e disponibilità confermiamo nei confronti del PD, col quale, ognuno dalla propria collocazione e in ogni sede, seguiteremo a dialogare e a confrontarci, per cercare soluzioni il più possibile condivise, anche attraverso la verifica sullo stato di attuazione di quanto condiviso nel programma elettorale”.

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