Anniversario sisma, i sindacati: “Ridare vita ai luoghi di aggregazione civile e culturale”
"Cgil, Cisl e Uil, unitamente a Spi-Cgil, Fnp-Cisl, Uilp-Uil dell’Area Nord Modenese, a undici anni dal terremoto dell’Emilia, ricordano le tragiche giornate del 20 e 29 maggio del 2012 quando il territorio della Bassa modenese fu colpito da due scosse sismiche, la prima il 20 maggio di magnitudo 5.9 con epicentro a Finale Emilia e la seconda il 29 maggio di magnitudo 5.8 con epicentro nella zona tra i comuni di Medolla, San Felice sul Panaro e Mirandola. Un bilancio di 28 vittime e 300 feriti in tutta l’area interessata, comprese le province vicine, ma anche migliaia di persone sfollate e un distretto industriale improvvisamente bloccato.
Quelle giornate rimarranno nella memoria collettiva dei cittadini e dei lavoratori del nostro territorio per le vite che hanno stravolto, ma anche per la solidarietà che si è manifestata a vari livelli. L’utilizzo di ammortizzatori sociali straordinari estesi a tutte le tipologie di lavoratori, il coordinamento centrale della Regione Emilia-Romagna, la ricostruzione partita da ospedali, scuole e dal ripristino dell’operatività delle fabbriche, i controlli di legalità (“White List”), i sacrifici dei lavoratori che dovevano conciliare i disagi famigliari con quelli del lavoro, spesso spostandosi di molti chilometri al giorno e svolgendo le attività in situazione precarie, hanno permesso una ricostruzione che ha evitato l’abbandono del territorio e la delocalizzazione delle strutture produttive, quindi una ripresa confermata anche dagli indicatori economici del territorio. Una ricostruzione tuttavia non terminata che ha visto la necessità, nata dai Comuni colpiti dal sisma, di ottenere l’ulteriore proroga dello stato di emergenze al 31 dicembre 2023.
Rimangono da ristrutturare, oltre a una minoranza di edifici privati, molti simboli di aggregazione, spesso beni culturali, senza i quali non si può parlare di completamento dell’opera di ricostruzione: castelli (Finale Emilia, Mirandola, San Felice), teatri storici (Concordia, Mirandola, Finale Emilia, San Felice, Medolla), edifici storici civili e religiosi. La complessità dei rifacimenti dei beni storico culturali è superiore rispetto all’edilizia privata e inoltre si scontra con difficoltà economiche legate all’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia, nonché ai plafond assegnati per gli interventi, nonostante i fondi del Pnrr. E’ necessaria attenzione da parte delle istituzioni per seguire quest’ultima parte di ricostruzione per superare gli impasse che si sono sovrapposti in molti cantieri.
Il sisma del 2012 ha segnato un territorio e una popolazione. Molto è stato fatto, ma ancora oggi, a undici anni di distanza, soffrono i centri storici, sia come avanzamento nella ricostruzione sia come cuori della vita cittadina e delle attività commerciali e culturali. I luoghi simbolo (castelli, teatri, edifici storici civili e religiosi) dei paesi dell’Area Nord Modenese necessitano in questa fase di un’attenzione particolare perché è attorno ad essi che si è sviluppata un’identità culturale aggregante".
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