Crisi ceramica Opera di Camposanto, in Provincia approvato ordine del giorno per il sostegno ai lavoratori
CAMPOSANTO - Sostenere ogni sforzo volto a favorire il subentro di nuovi investitori o il rilancio del sito produttivo, nell’ottica di salvaguardare il patrimonio di competenze, professionalità e infrastrutture presenti e farsi promotori presso il Governo centrale, unitamente agli enti locali e alla Regione, per sollecitare l’adozione tempestiva di strumenti straordinari di sostegno, a partire dalla cassa integrazione straordinaria e da eventuali misure di incentivo alla reindustrializzazione.
E’ quanto contenuto nell’Ordine del giorno approvato dal Consiglio provinciale nella seduta di martedì 3 giugno, presentato dai consiglieri Monja Zaniboni e Luigi Zironi del gruppo Insieme per una nuova PROVINCIA, in relazione alla crisi aziendale della Opera Group srl. In particolare, nel dispositivo discusso e approvato all’unanimità si impegna la Provincia di Modena a monitorare costantemente l’evoluzione della crisi aziendale della Opera Group srl, partecipando attivamente ai tavoli di confronto istituzionale promossi dalla Regione Emilia-Romagna e a collaborare con i Comuni interessati, per attivare tutte le misure possibili di accompagnamento sociale e lavorativo dei dipendenti coinvolti.
Nel corso dell’illustrazione del documento, è stato sottolineato che ad oggi 147 lavoratori, 112 nel sito produttivo di Camposanto e 35 nella sede amministrativa di Maranello, risultano privi di retribuzione e senza copertura di cassa integrazione, con gravi ricadute sociali sul tessuto familiare e
produttivo dell’intero territorio, impatti gravi, per il sistema locale di welfare, per l’economia distrettuale e per la tenuta sociale. È stato poi ribadito quanto sia “essenziale che tutti i livelli istituzionali, compresa la Provincia, si attivino per favorire il mantenimento del presidio industriale, la tutela occupazionale e il sostegno alla ricollocazione e riqualificazione dei lavoratori”.
La Ceramica OPERA Group Srl, fondata nel 2003, è stata una delle principali realtà produttive del settore ceramico nel territorio modenese, con forte
vocazione all’export e un radicamento significativo a livello occupazionale. Dopo anni di difficoltà economico-finanziarie, il 15 maggio 2025 il Tribunale di Modena ha emesso provvedimento di ingiunzione giudiziale, decretando di fatto la cessazione dell’attività produttiva. ll successivo 21 maggio, al Tavolo di salvaguardia attivato dalla Regione Emilia-Romagna, è stata comunicata una sospensione di quattro mesi delle procedure per valutare l’eventuale ingresso di soggetti subentranti o nuovi investitori, o, in alternativa, il recesso.
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