100 anni di Lidia Bellodi, a Bondeno cerimonia in Municipio per ricordare la staffetta partigiana
BONDENO - Lidia Bellodi avrebbe compiuto 100 anni il 1° ottobre e il 30 settembre, si è svolta la cerimonia servita a ricordare la staffetta partigiana protagonista dell’assalto al Municipio, organizzato il 18 febbraio ’45 per distruggere i registri di leva ed evitare la deportazione di molti figli e mariti. Una figura che è stata celebrata nella sala del consiglio comunale di Bondeno, alla presenza delle autorità, dell’Anpi, e di alcune associazioni: Udi, Associazione Alpini, Croce Rossa Italiana, la Casa Museo Tassi. Nella stessa sala in cui, qualche anno fa, l’assise tributò un omaggio alla stessa Lidia per i suoi 90 anni.
«Questa è una giornata carica di significati – ha aperto i lavori l’assessora alla cultura, Francesca Aria Poltronieri – in collaborazione con Anpi e Udi. Ricordiamo con commozione, ammirazione e stima la figura di Lidia, che il 18 febbraio 1945 manifestò contro il razionamento del cibo, i soprusi della dittatura e per salvare figli e mariti dal rischio di deportazione».
L’assessora cita “Memorie di una donna coraggiosa”, un video nel quale Lidia si è rivolta direttamente ai giovani, con la propria forza. Il sindaco Simone Saletti parla del momento di ricordo dell’ultima persona che ha potuto raccontare i fatti di allora.
«Dimostrava la volontà di una comunità che non voleva piegarsi – dice rivolto all’aula – . Ho avuto la fortuna di conoscere personalmente Lidia, che ha combattuto per i propri ideali di giustizia. Se ci troviamo qui riuniti è perché il suo ricordo non svanirà, perché le sue parole rappresentano un ideale di giustizia».
Saletti lega i concetti della Resistenza ai conflitti che interessano oggi il mondo, ed in tal senso sia Saletti che Poltronieri (condividendo un messaggio della figlia di Lidia, Flora) citano i suoi principi guida: di giustizia sociale, libertà e democrazia. In sala era presente il parroco, don Silvano Bedin, ed alcuni ospiti: molte esponenti dell’Udi, tra le quali la referente Angela Dianati; l’associazione degli Alpini, la Croce Rossa e Mara Tassi per la “Casa Museo Tassi”.
Laura Gulinati (Udi) prende la parola ricordando in maniera commossa Lidia: «Era una bella signora, elegante, gentile, e si vedeva da subito l’intelligenza che traspariva dai suoi occhi e la voglia di trasmettere i suoi valori».
Lidia entrò a fare parte del gruppo dopo essere stata presentata dalla compianta Ormea Lupi, anch’essa attivista Udi.
«Il 20 ottobre cade l’80° anniversario di fondazione dell’Udi – dice Laura Gulinati – che ha l’età della nostra Repubblica. Aderirono a questo processo di emancipazione tante donne impegnate nella lotta di cittadinanza e per la democrazia, che iniziarono a progettare un Paese che avesse un dialogo costante per i diritti di tutti. Tra i nostri obiettivi vi è anche un’emancipazione sociale basata sulla libertà di scelta, senza sfruttamento, nell’integrità del corpo femminile».
Per Anpi, parla il segretario locale Bracciano Lodi, che è accompagnato da Giancarlo Saccomandi, Andrea Tugnoli e lo storico Edmo Mori. Con il quale, durante molti anni, Lodi è andato a cercare i testimoni del Novecento, ormai in gran parte scomparsi, lasciando in biblioteca varie testimonianze per le giovani generazioni. Bracciano Lodi ha voluto ricostruire il contesto storico-sociale in cui ha vissuto Lidia Bellodi e si è sviluppata la Resistenza, come una brace ardente sotto la cenere della dittatura.
«Le generazioni che avevano fatto le lotte bracciantili di inizio secolo c’erano ancora, ed hanno continuato ad esistere – ha ricordato Lodi –. Una parte della popolazione ha continuato a portare avanti quegli ideali che hanno fatto breccia in buona parte di cittadini, soprattutto donne, anche di Bondeno. Specie nelle frazioni, che erano meno controllate dalle forze di polizia. Il 18 febbraio ’45 fu un evento grande e drammatico, forse il più importante in provincia di Ferrara, che ha dato il senso di come si stavano avviando gli eventi. Bondeno segnò la Resistenza con questo evento importante, le cui protagoniste furono le nostre donne e di questo siamo orgogliosi».
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