Oliver Stone fuori dal palco: sette minuti nella saletta con Rai, Sky e SulPanaro
FERRARA – La conferenza stampa è finita, ma Oliver Stone non ha ancora finito di parlare. Dopo l'incontro ufficiale organizzato a Ferrara per presentare la grande retrospettiva dedicata al regista americano, ad alcuni giornalisti viene indicata una saletta dove sarà possibile continuare con qualche domanda. È lì che il clima cambia: niente palco, niente lunga fila di relatori, niente interventi istituzionali. Stone è a pochi metri, davanti a lui ci sono soprattutto le telecamere di Rai e Sky e poche altre persone.
SulPanaro c'è. Con una piccola differenza: convinti di trovare nella saletta anche l'operatore, ci ritroviamo invece con un telefonino in mano. A quel punto la scelta è piuttosto semplice: registrare.
Ne escono sette minuti che hanno un tono molto diverso da quello della conferenza stampa ufficiale. Stone risponde alle domande senza la struttura di un grande evento pubblico e torna sui temi che attraversano da decenni il suo cinema: la storia, il modo in cui viene raccontata, il rapporto tra fatti e versioni ufficiali, il ruolo del cinema e quello dell'informazione.
È probabilmente questo l'aspetto più interessante dell'incontro con il regista di Platoon, JFK, Nato il quattro luglio e Wall Street. A Ferrara Stone viene celebrato con una retrospettiva, la cittadinanza onoraria e una laurea honoris causa, ma nelle sue risposte continua ad affiorare il regista che ha trascorso gran parte della carriera a mettere in discussione ciò che appariva già stabilito.
Lo aveva fatto poche ore prima anche rispondendo a una domanda di SulPanaro durante la conferenza stampa ufficiale. Gli avevamo chiesto quale fatto storico sceglierebbe oggi per spiegare ai ragazzi il mondo in cui stanno vivendo. Stone non aveva indicato una guerra, un presidente o un preciso momento della storia. Aveva parlato di verità, della necessità di più inchiesta e della responsabilità che, secondo lui, riguarda tanto i media quanto i registi.
Nella saletta il confronto prosegue in modo ancora più diretto. Ed è proprio per questo che abbiamo scelto di pubblicare il video quasi senza mediazioni: non una sintesi di pochi secondi costruita per i social, ma il tempo necessario per ascoltare domande e risposte.
Qui sotto il video integrale dell'incontro con Oliver Stone.
E sì, la scena aveva qualcosa di vagamente familiare per chi ricorda Notting Hill: solo che questa volta nessuno ha dovuto inventarsi una rivista di cavalli. Bastava tenere acceso il telefono.
Per chi non ricordasse la citazione: è la celebre scena di Notting Hill in cui Hugh Grant si improvvisa giornalista di “Cavalli e Segugi” pur di restare nella stanza con Julia Roberts.
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