Bomporto. Era la sua partita d’esordio, 17 anni. E non è stata tra le più semplici: alcune decisioni contestate, tra falli non fischiati e fuorigioco dubbi, e dagli spalti una reazione sopra le righe. Insulti dal pubblico, dagli adulti. Dopo, a partita terminata, sono arrivate le pubbliche scuse. Un episodio di fair play da ricordare. 

L’episodio è avvenuto ieri mattina, 18 gennaio, a Bomporto, durante la gara della categoria Giovanissimi Under 14 tra Atletic River e Solierese, terminata con una netta vittoria degli ospiti.

A esagerare è stata una piccola e spiacevole parte del pubblico, in particolare nella zona vicina agli spogliatoi, così come – ed è giusto sottolinearlo – anche una parte degli addetti ai lavori. Per questo l’Atletic River condanna i singoli comportamenti scorretti: episodi isolati che rischiano di compromettere un contesto sano e costruito con attenzione.

Il racconto del dirigente

«Gli hanno urlato di tutto. Anzi, abbiamo urlato di tutto – racconta Daniele Denti, responsabile del settore giovanile dell’Atletic River – perché oltre a una parte del pubblico, anche lo staff e i nostri giocatori si sono accaniti contro di lui. È stato visto come il responsabile della nostra prestazione, ma davanti a una sconfitta per 9-1 è evidente che le responsabilità non possono essere attribuite all’arbitro. Quanto detto a un ragazzo di 17 anni ha superato ogni limite. Per questo, a fine partita, ho cercato il suo numero per chiedergli scusa».

La partita

L’episodio è avvenuto ieri mattina, 18 gennaio, a Bomporto, durante la gara della categoria Giovanissimi Under 14 tra Atletic River e Solierese, terminata con una netta vittoria degli ospiti. «Era la sua prima esperienza – prosegue Denti – ed era seguito da un tutor della Figc. Prima della gara avevo invitato giocatori, staff e genitori a sostenerlo e a non mettergli pressione. Con l’andamento della partita, però, la tensione è salita. Il ragazzo era visibilmente agitato e ha commesso qualche errore, ma noi non lo abbiamo aiutato a vivere la gara con serenità».

A partita conclusa, il dirigente ha deciso di contattare direttamente il giovane arbitro per porgere le scuse della società, ribadendo l’importanza del rispetto e del valore educativo dello sport, soprattutto nei settori giovanili.

La conversazione tra il dirigente e il ragazzo sono state pubblicate sulla pagina Facebook dell’Atletic River. 
 

Scrive Mr Daniel Denti

Oggi ci ha arbitrato un ragazzo, anno 2008, alla sua prima esperienza in figc.

Nonostante mi fossi raccomandato con tutti, ragazzi, staff,genitori in tribuna, di sostenerlo, la componente agonistica ha preso un poco il sopravvento e di fronte ad errori, a tratti importanti, le reazioni non sono state delle migliori.
Ho sentito la necessità di recuperare con difficoltà il suo numero di telefono, e di scusarmi a nome mio e della nostra società.
Il calcio è un bellissimo gioco, ma tale è, e lo possiamo praticare solo se giovani ragazzi accettano di dare seguito al ruolo di Direttore di Gara con scarsi rimborsi e investiti dalle peggio parole in campo e in tribuna.
lui ama il calcio come noi, lui sbaglia come noi,
Impariamo a stare al mondo e ad avere rispetto per tutti ❤️⚽️

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