CAMPOSANTO- Udienza in tribunale, martedì 31 ottobre, per la morte di Laila El Harim: la donna di origini marocchine rimasta incastrata in una fustellatrice alla Bombonette di Camposanto il 3 agosto 2021.

Per la morte dell’operaia sono finiti a processo Fiano Setti, fondatore e legale rappresentante dell’azienda, e il nipote 32enne Jacopo Setti delegato alla sicurezza.

Come riportato dalla Gazzetta di Modena, durante l’udienza hanno testimoniato il responsabile della produzione della Bombonette, una collega di Laila e un’ingegnera dell’Usl di Modena. Quest’ultima ha ribadito come, dai rilievi effettuati, sarebbe emersa la mancanza di misure di sicurezza. Una tesi da sempre sostenuta dalla Procura che più volte ha evidenziato la presenza sui macchinari di pareggiatori regolabili manuali al posto della protezione statica fissa prevista dai protocolli di sicurezza: un “espediente” adottato per risparmiare sui tempi di lavorazione e far partire il macchinario anche in presenza di un lavoratore al suo interno.

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