RAVARINO, CONCORDIA – Emergono i primi riscontri in merito agli esami effettuati su alcuni reperti ritrovati sul luogo del rogo dell’auto e del corpo di Alice Neri, 32enne ravarinese ritrovata carbonizzata nelle campagne di Concordia lo scorso 18 novembre. Secondo quanto riporta Modena in diretta, infatti, il Dna presente su alcuni degli oggetti ritrovati sulla scena del crimine non apparterrebbe a Mohamed Gaaloul, al momento in carcere in quanto principale sospettato per l’omicidio della giovane donna.

In particolare, ad essere analizzati sono stati alcuni reperti ammessi all’ultimo incidente probatorio, diversi dei quali sono stati rinvenuti dai periti nominati dal marito di Alice, Nicholas Negrini: si tratta di alcuni mozziconi di sigaretta, della maniglia di un’auto, degli anelli indossati da Alice, di un fazzoletto ritrovato nei pressi dell’auto data alle fiamme e del reggiseno della giovane ravarinese. Proprio su questi ultimi due oggetti (il fazzoletto e il reggiseno), sarebbero state ritrovate tracce di due o tre diversi tipi di Dna, nessuno dei quali apparterrebbe a Mohamed Gaaloul.

Solo il prossimo 12 giugno, però, verranno presentati ufficialmente i risultati degli esami effettuati sui reperti, nel corso di un nuovo incidente probatorio. Sono ancora in corso anche gli esami sui resti di Alice Neri, allo scopo di individuare la causa della morte, e sui pantaloni indossati la notte tra il 17 e il 18 novembre da Mohamed Gaaloul, per confermare o escludere la presenza di macchie di olio (possibile accelerante utilizzato per dare fuoco alla macchina di Alice Neri).

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