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25 Luglio 2026
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Ambiente è Salute Nonantola segnala fumi molesti sul territorio avvertiti fino a Ravarino

Ambiente è Salute Nonantola segnala fumi molesti sul territorio avvertiti fino a Ravarino. Scrivono dal comitato:
Sempre più potenti e pungenti esalazioni tossiche da bruciamento/incenerimento materiali e/o rifiuti avvertite durante le ore notturne sui nostri territori. 12 agosto 2020, ancora una notte problematica. E’ un continuo. Si inizia generalmente alle 23,30 e si chiude alle ore 6 del mattino con le ultime precipitazioni di fumi tossici - che spesso rimangono imprigionati negli ambienti - su Nonantola e zone attigue, fino Ravarino, o Recovato e Castelfranco Emilia. Queste “precipitazioni tossiche” provocano difficoltà respiratorie, bruciori alla gola e agli occhi. Fortissimo odore di “bruciato” e pulviscolo denso, a tratti visibile in controluce sui lampioni dell’illuminazione pubblica, stanno creando disagi e disturbi impedendo a migliaia di persone residenti nella nostra Provincia di condurre una vita decorosa. Nessun responsabile, come sempre.   a. Pare evidente che il sistema dei controlli sul territorio messi in atto da parte delle autorità competenti non funzioni, o forse, come sostenuto da più parti, non debba funzionare come dovuto. Nonostante le dettagliate segnalazioni inviate alle autorità competenti negli anni ed anche negli ultimi mesi, giorni, da cittadini, gli autori di queste micidiali esalazioni tossiche non vengono individuati (o resi noti) e continuano ad agire indisturbati. Mentre noi continuiamo con senso di responsabilità ad adottare le misure preventive prescritte contro il Covid19, ad indossare le mascherine protettive (nonostante la calura) una volta a casa ed in procinto (o in pieno) riposo notturno veniamo sistematicamente “gassati e avvelenati” da questi pulviscoli riconosciuti fra l’altro, ufficialmente, come “fattori di sua propagazione”. Non è possibile che ciò accada e continui a ripetersi su territori quali i nostri governati da Amministrazioni che si dicono “sensibili” ai problemi Ambientali e allo sviluppo “sostenibile”. Considerato che per la maggior parte dei giorni dell’anno i venti spirano da Modena ( Ovest) verso Est (Sud-Est, Nord-Est) e che queste esalazioni tossiche da plastiche/rifiuti inceneriti/bruciati sono maggiormente avvertite nei mesi caldi/caldissimi ( bassa pressione ): quale attività è in grado di produrre in continuazione tali flussi di inquinanti che si abbattono sul territorio? Lo chiediamo all’ARPAE, alla USL, All’Assessore all’ambiente dl Comune di Modena e a quelli dei Comuni dell’Unione del Sorbara. Così non può continuare: occorre individuare cause e protagonisti e porvi fine, immediatamente. Inutile rispondere alle segnalazioni dei cittadini alludendo a fumi tossici causati da recenti incendi ad 1 capannone o ad 1 industria, che di fatto, a spegnimenti avvenuti, poco dopo cessano. Qui è un continuo da giorni, mesi, anni. Ora basta.   b. Ricordiamo a tutti che lo scorso 25 marzo 2015 il Consiglio dei Comuni dell’unione del Sorbara approvò il PAES Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile - si tratta di un patto europeo sottoscritto dai sindaci per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica (co2) del 20% sui nostri territori entro il 2020: un passaggio cruciale per lo sviluppo futuro dei nostri territori. Oltre a rimanere lettera morta, a nostro avviso non si è ancora intervenuto per cercare di abbattere prima ancora della anidride carbonica i fattori di rischio primari per la salute, quali le esalazioni tossiche dovute a mancati filtraggi di emissioni in atmosfera e sui territori di fumi/gas o emissioni non conformi da altro da attività industriali, produttive, agricole o di trattamenti vari. A tutte gli Amministratori, alle autorità competenti noi chiediamo ancora una volta, con forza, di investire risorse importanti: - prima di tutto sui sistemi di monitoraggio e rilevamento “autonomi ed istituzionali” delle criticità sanitarie e ambientali del territorio, in modo da avere un quadro complessivo di riferimento su cui intervenire; - secondariamente di intervenire urgentemente sul loro abbattimento e per il loro massimo contenimento.   Dopo di che, se oltre a riempirci la bocca col termine “Green Economy”, si vuole iniziare la transizione concreta verso di essa, occorre intervenire sulla revisione delle pratiche autorizzative alle attività produttive in base ai parametri di impatto sull’ambiente, sulla tutela salute delle persone e dei territori (vale a dire in contro-tendenza rispetto a quanto accaduto negli ultimi anni, anche a livello Regionale). Sulla programmazione pianificata di piani di azione quali il PAES, di una nuova gestione del trattamento riciclo rifiuti (che abbandoni l’incenerimento tecnica dannosa per la salute e superata da decenni), di una rifondazione della filiera agricola Italiana oggi tra le più “insostenibili”, del ripensamento complessivo dei nostri paesi, centri urbani etcc... Alla luce dei fatti, a noi pare che si continui con indifferenza a non prendere atto che il tema a cui dovere dare risposte concrete è quello della “nostra sopravvivenza”. Come possiamo pensare che Istituzioni, Amministratori, Politici che da anni non sono in grado, almeno…., di fare cessare queste pungenti esalazioni tossiche da bruciamento/incenerimento materiali e/o rifiuti siano in grado di affrontare questa transizione?       Sempre più potenti e pungenti esalazioni tossiche da bruciamento/incenerimento materiali e/o rifiuti avvertite durante le ore notturne sui nostri territori. 12 agosto 2020, ancora una notte problematica. E’ un continuo. Si inizia generalmente alle 23,30 e si chiude alle ore 6 del mattino con le ultime precipitazioni di fumi tossici - che spesso rimangono imprigionati negli ambienti - su Nonantola e zone attigue, fino Ravarino, o Recovato e Castelfranco Emilia. Queste “precipitazioni tossiche” provocano difficoltà respiratorie, bruciori alla gola e agli occhi. Fortissimo odore di “bruciato” e pulviscolo denso, a tratti visibile in controluce sui lampioni dell’illuminazione pubblica, stanno creando disagi e disturbi impedendo a migliaia di persone residenti nella nostra Provincia di condurre una vita decorosa. Nessun responsabile, come sempre.   a. Pare evidente che il sistema dei controlli sul territorio messi in atto da parte delle autorità competenti non funzioni, o forse, come sostenuto da più parti, non debba funzionare come dovuto. Nonostante le dettagliate segnalazioni inviate alle autorità competenti negli anni ed anche negli ultimi mesi, giorni, da cittadini, gli autori di queste micidiali esalazioni tossiche non vengono individuati (o resi noti) e continuano ad agire indisturbati. Mentre noi continuiamo con senso di responsabilità ad adottare le misure preventive prescritte contro il Covid19, ad indossare le mascherine protettive (nonostante la calura) una volta a casa ed in procinto (o in pieno) riposo notturno veniamo sistematicamente “gassati e avvelenati” da questi pulviscoli riconosciuti fra l’altro, ufficialmente, come “fattori di sua propagazione”. Non è possibile che ciò accada e continui a ripetersi su territori quali i nostri governati da Amministrazioni che si dicono “sensibili” ai problemi Ambientali e allo sviluppo “sostenibile”. Considerato che per la maggior parte dei giorni dell’anno i venti spirano da Modena ( Ovest) verso Est (Sud-Est, Nord-Est) e che queste esalazioni tossiche da plastiche/rifiuti inceneriti/bruciati sono maggiormente avvertite nei mesi caldi/caldissimi ( bassa pressione ): quale attività è in grado di produrre in continuazione tali flussi di inquinanti che si abbattono sul territorio? Lo chiediamo all’ARPAE, alla USL, All’Assessore all’ambiente dl Comune di Modena e a quelli dei Comuni dell’Unione del Sorbara. Così non può continuare: occorre individuare cause e protagonisti e porvi fine, immediatamente. Inutile rispondere alle segnalazioni dei cittadini alludendo a fumi tossici causati da recenti incendi ad 1 capannone o ad 1 industria, che di fatto, a spegnimenti avvenuti, poco dopo cessano. Qui è un continuo da giorni, mesi, anni. Ora basta.   b. Ricordiamo a tutti che lo scorso 25 marzo 2015 il Consiglio dei Comuni dell’unione del Sorbara approvò il PAES Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile - si tratta di un patto europeo sottoscritto dai sindaci per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica (co2) del 20% sui nostri territori entro il 2020: un passaggio cruciale per lo sviluppo futuro dei nostri territori. Oltre a rimanere lettera morta, a nostro avviso non si è ancora intervenuto per cercare di abbattere prima ancora della anidride carbonica i fattori di rischio primari per la salute, quali le esalazioni tossiche dovute a mancati filtraggi di emissioni in atmosfera e sui territori di fumi/gas o emissioni non conformi da altro da attività industriali, produttive, agricole o di trattamenti vari. A tutte gli Amministratori, alle autorità competenti noi chiediamo ancora una volta, con forza, di investire risorse importanti: - prima di tutto sui sistemi di monitoraggio e rilevamento “autonomi ed istituzionali” delle criticità sanitarie e ambientali del territorio, in modo da avere un quadro complessivo di riferimento su cui intervenire; - secondariamente di intervenire urgentemente sul loro abbattimento e per il loro massimo contenimento.   Dopo di che, se oltre a riempirci la bocca col termine “Green Economy”, si vuole iniziare la transizione concreta verso di essa, occorre intervenire sulla revisione delle pratiche autorizzative alle attività produttive in base ai parametri di impatto sull’ambiente, sulla tutela salute delle persone e dei territori (vale a dire in contro-tendenza rispetto a quanto accaduto negli ultimi anni, anche a livello Regionale). Sulla programmazione pianificata di piani di azione quali il PAES, di una nuova gestione del trattamento riciclo rifiuti (che abbandoni l’incenerimento tecnica dannosa per la salute e superata da decenni), di una rifondazione della filiera agricola Italiana oggi tra le più “insostenibili”, del ripensamento complessivo dei nostri paesi, centri urbani etcc... Alla luce dei fatti, a noi pare che si continui con indifferenza a non prendere atto che il tema a cui dovere dare risposte concrete è quello della “nostra sopravvivenza”. Come possiamo pensare che Istituzioni, Amministratori, Politici che da anni non sono in grado, almeno…., di fare cessare queste pungenti esalazioni tossiche da bruciamento/incenerimento materiali e/o rifiuti siano in grado di affrontare questa transizione?      

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