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San Prospero, a tu per tu con l’opposizione: intervista a Bruno Fontana

SAN PROSPERO – Voce all’opposizione samprosperese con l’intervista a Bruno Fontana: dopo una lunga carriera nei corpi di polizia, nel 2019, Fontana era sceso nel ring della politica, sfidando il civico di centrosinistra Sauro Borghi nella competizione elettorale per la carica di primo cittadino. Borghi aveva avuto la riconferma, lasciando così la lista “San Prospero per il cambiamento” all’opposizione. Dai banchi della minoranza, Fontana ha continuato però a far sentire la propria voce, avanzando idee e proposte finalizzate al miglioramento della cittadina. Proprio per fare il punto sull’attuazione delle promesse elettorali, abbiamo chiesto al leader dell’opposizione consigliare una propria opinione su alcuni temi caldi del momento.

Fontana, cosa ne pensa della gestione dell’emergenza Covid nel suo comune? 

In realtà, tutte le decisioni fondamentali sono state prese in UCMAN (di cui Fontana presiede il Consiglio, Ndr). In questo senso, l’amministrazione comunale di San Prospero ha avuto ben poche possibilità di manovra: ci si è attenuti alle direttive provenienti dagli organi dell’Unione.

Come declina questo conferimento di poteri all’Unione dei Comuni? Lo trova un fatto positivo o una dinamica da rivedere?

Opto naturalmente per la seconda valutazione. UCMAN è un organismo monco, farraginoso, che andrebbe assolutamente riorganizzato. Il problema vero è che San Prospero ha devoluto tutti i servizi, trovandosi in una carenza costante di personale: basti pensare all’ufficio tecnico comunale, dove l’organico è quantitativamente insufficiente. L’Unione dovrebbe fare una sterzata notevole, ma non ve n’è la volontà politica.

Cosa ne pensa della Mirandolexit? Se fosse stato eletto sindaco, avrebbe proposto l’uscita anche per San Prospero? 

Bella domanda. Mirandola e San Prospero sono gli unici due comuni che hanno devoluto completamente i servizi. Più volte, discutendo con i colleghi mirandolesi, mi è stato confermato come la città dei Pico non ricevesse i servizi necessari, a fronte di un esborso di ben sette milioni di euro. Se consideriamo il bilancio di UCMAN, che ammonta a circa ventitré milioni, ci si rende conto di come quasi un terzo dei fondi provenisse da Mirandola. Appoggio quindi la scelta dell’amministrazione Greco, votata democraticamente in consiglio comunale, ma prima avrei tentato di modificare la situazione dall’interno, spingendo per una correzione dei malfunzionamenti.

Veniamo alla viabilità. San Prospero è interamente attraversata dalla Canaletto: a questo proposito, cosa si potrebbe migliorare?

La questione della Canaletto è nodale per la nostra cittadina. E’ l’espressione di una viabilità vecchia di cinquant’anni, che spacca a metà il centro abitato. Occorre pensare a un’arteria diversa, che si colleghi alla tangenziale di Mirandola: non è possibile che fino alla Cappelletta del Duca si scorra velocemente, e, una volta giunti in prossimità di San Prospero, sia necessario imboccare la lentissima Canaletto. Noi abbiamo proposto l’attuazione di un progetto già esistente, che prevede la creazione di una tangenziale che passi fuori dal centro abitato: nel piano regolatore non ve n’è tuttavia traccia, in quell’area l’amministrazione Borghi ha preferito lasciar costruire case e altre strutture. L’attuale governance cittadina non è però la sola responsabile: si tratta di un problema che ci trasciniamo da vent’anni a questa parte, a causa della mancanza di una progettualità ampia e di una volontà politica forte.

In effetti, l’inesistenza di un centro sembra essere uno dei problemi principali di San Prospero. Avete proposte a riguardo? 

Nella nostra cittadina mancano centri di aggregazione. Purtroppo, San Prospero sta diventando sempre più un grande “dormitorio” alla periferia di Modena. Occorrerebbe invece attuare una rivitalizzazione: l’area di Villa Tusini potrebbe diventare un buon fulcro aggregativo, presso il quale riunire esercizi commerciali ed attrattive per tutta la cittadinanza. Ne stiamo discutendo, vedremo cosa deciderà la maggioranza. Naturalmente, in questo processo, vanno coinvolte anche le frazioni: ben duemila su cinquemila samprosperesi, abitano fra San Lorenzo, San Martino sul Secchia, San Pietro in Elda e Staggia. Mi preoccupa in particolare San Lorenzo, dove ormai non c’è nemmeno più un bar per bersi un caffè. Che tipo di attrattiva può avere una realtà di questo tipo?

Immagino che a soffrire maggiormente l’assenza di centri di aggregazione, siano soprattutto i più giovani. 

Ben detto. A San Prospero c’è un centro polivalente e resistono due campi sportivi. In precedenza, ve n’erano quattro. Per i giovani bisognerebbe fare molto di più.

Parliamo di sanità. Geograficamente, siete quasi equidistanti da Modena e da Mirandola: a quale realtà ospedaliera fate riferimento?

Ci riferiamo maggiormente a Mirandola, anche se per i casi più gravi ci si indirizza al Policlinico. A parer mio, l’optimum sarebbe stato la realizzazione dell’ospedale baricentrico fra Mirandola e Carpi. Non è stato possibile attuare questo progetto, quindi mi pronuncio per una riqualificazione del Santa Maria Bianca. Bisogna riportare la struttura ai livelli d’eccellenza pre-sisma, quando vi operavano reparti all’avanguardia, come l’ortopedia.

Concludendo, che voto dà all’amministrazione Borghi?

Sarei disonesto se dessi cinque, ma al contempo non posso nemmeno assegnare la sufficienza piena. Certamente, l’emergenza Covid ha rallentato molti progetti, ma si poteva e si può fare molto di più. Borghi, in campagna elettorale, aveva fatto promesse modeste, ma si è attuato troppo poco. Noi dell’opposizione restiamo in prima linea per assicurare a San Prospero il futuro migliore possibile.

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