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Cispadana, il coordinamento No autostrada: “Impatto ambientale devastante”

Il Coordinamento Cispadano lancia un appello al nuovo Governo, attraverso una lettera inviata al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Enrico Giovannini, per ribadire il proprio no alla realizzazione dell’autostrada Cispadana. Di seguito, il testo della lettera:

Egregio Signor ministro,

le scriviamo questa lettera come Coordinamento cispadano No autostrada – SI strada a scorrimento veloce (un coordinamento di vari soggetti come partiti, movimenti, associazioni, comitati e singoli cittadini impegnati sul tema trasporti/ambiente) per richiamare cortesemente la Sua attenzione su due importanti temi che hanno una radice comune: il trasporto di persone e merci. Le due tematiche sono: la ri-concessione autostradale della A22 e il progetto autostradale Cispadana.

La ri-concessione autostradale A22 Modena – Brennero: è’ una vicenda che si trascina da quasi sette anni con continui rinvii e che nell’autunno scorso ha visto prendere posizione anche la Commissione Europea a riprova di quanto sia stata “artificiosamente” procrastinata la soluzione. E’ una tematica riguardante una infrastruttura autostradale, di competenza nazionale, che prevarica le ricadute sullo specifico territorio essendo, il Brennero, il più importante passaggio alpino tra l’Italia ed il resto d’Europa. In questa ottica la ri-Concessione può anche avvenire “in house” in quanto di rilevanza strategica per l’intero paese e quindi cogliere l’occasione per fare un buon “accordo” tra lo Stato (concedente) e l’Autobrennero SPA (attuale concessionario in proroga), tra lo Stato centrale e le amministrazioni locali i cui territori sono attraversati dall’infrastruttura. Riteniamo dunque che la ri-Concessione debba anche basarsi non più solo sulla mera gestione di una tratta autostradale (Modena-Brennero) come lo è stato fin ad ora, ma debba anche essere attuata in un’ottica di inter-modalità nell’ambito di un “corridoio plurimodale” gomma-ferro (vedi anche bozza di concessione predisposta dall’ex ministro Toninelli nel dicembre 2018). Le norme recentemente inserite nella Legge di Bilancio 2021 e nel Decreto Legge “Ristori quater” agevolano la possibilità di avere una Autobrennero SPA totalmente pubblica per usufruire della norma europea 23/2014 ed avere la ri- Concessione in house e quindi senza gara pubblica.

Non vogliamo entrare nei dettagli di questa “forzata” manovra tecnico/politica anche se la Sentenza n. 13-2020-RIS della Corte dei Conti pone un serio problema di legittimità della procedura e di convenienza finanziaria per lo Stato, ma sicuramente la cosa pone l’esigenza di una attenta valutazione anche per le ricadute che tutto questo può avere. Le ricadute di una ri-concessione senza gara pubblica ad Autobrennero SPA sono essenzialmente di ordine economico e strategico in un settore, quello trasportistico, che è basilare per la competitività del “sistema Paese” ma anche di carattere ambientale per gli impatti complessivi che derivano dalla scelta delle tipologie di infrastrutture che si vanno a realizzare. A questo punto entra in gioco la progettata arteria viaria Cispadana.

Il “corridoio” cispadano è una idea di asse viario che è previsto sul territorio interessato fin dal 1964. Solo negli anni ottanta del secolo scorso ne viene prevista la realizzazione, nell’ambito del PRIT regionale dell’Emilia Romagna 98/2010, come Strada a scorrimento veloce ad una corsia per senso di marcia (Cat. C1) e tra la fine degli anni 90 e i primi del 2000 vengono realizzati alcuni significativi tratti (circa 1/3 del totale). Si trattava e si tratta ancora in buona sostanza di dare soluzione alla storica mancanza di un collegamento ovest-est tra il territorio parmense e quello ferrarese evitando il passaggio del traffico veicolare leggero e pesante, che nel frattempo è notevolmente cresciuto in ragione dei distretti industriali della meccanica nel parmense, nel reggiano e nell’alto ferrarese e quello bio-medicale della provincia modenese, nei medio-piccoli centri abitati attraversati.

Mentre nel 2004 la Regione approva il progetto definitivo per la realizzazione dei tratti mancanti della strada a scorrimento veloce (costo complessivo pubblico circa 120 milioni), la stessa Regione avvia però anche la procedura per trasformare la Cispadana viaria in autostrada regionale a due corsie per senso di marcia (Cat. A). Procedura che viene conclusa nel 2006. Dietro questa scelta ci stava la volontà, mai pubblicamente affermata se non dopo parecchi anni, di realizzare quello che verrà poi definito “il collegamento dei due mari” (Tirreno e Adriatico) e specificatamente collegare il porto di La Spezia e quello di Ravenna. La motivazione ufficiale a supporto di questa scelta autostradale è quello economico (costo per il realizzo della Cispadana a scorrimento veloce a totale carico della Regione, mentre per l’autostrada si pensa ad un Project financing).

Ma la nuova soluzione autostradale stravolge evidentemente la finalità iniziale di specifico servizio al territorio della Cispadana viaria e anche molti cittadini, proprietari e imprese agricole fanno ricorso al Tar di Bologna e Parma. Più avanti negli anni cade, per varie ragioni, la motivazione iniziale e vengono adottate a sostegno dell’autostrada due nuove motivazioni: quella del collegamento con l’Europa attraverso il Brennero (A22) e l’esigenza di alleggerire dal traffico il “nodo” autostradale di Bologna. E’ evidente che le due ragioni non sono sostenibili: la prima, per l’evidente evoluzione della situazione dell’attraversamento autostradale del Brennero in particolare per il “contingentamento” dei passaggi su gomma attuato dall’Austria e della prossima apertura del secondo tunnel ferroviario del Brennero che imporrà un complessivo ripensamento dei collegamenti, in particolare commerciali, con il centro e nord Europa; la seconda, per una illogica e irrazionale idea di metodo di soluzione dei problemi (non si risolvono i problemi a Bologna spostandoli altrove).

Come Lei potrà appurare, il progetto autostradale crea anche non poche problematiche sia tecniche che economiche: per essere approvato dalla commissione VIA del Ministero dell’Ambiente con una serie infinita di prescrizioni ad oggi non pienamente soddisfatte, si è dovuto aspettare fino al 2017 e successivamente è sorto il problema economico, tutt’ora irrisolto, di finanziamento complessivo dell’opera, che a tutt’oggi pesa “solo” sulle casse pubbliche (Regione) oltre il doppio di quanto peserebbe la soluzione iniziale di strada a scorrimento veloce e non vi è ancora traccia del Project financing definitivo per le problematiche che ha Autobrennero SPA, essendo al 51% nella società ARC Spa che ha vinto l’appalto per la realizzazione e la gestione dell’autostrada, in particolare dovute alla non soluzione della problematica ri-concessione A22.

Inoltre e soprattutto mancano, a tutt’oggi, il progetto definitivo e quello esecutivo, la Conferenza dei Servizi e lo Studio Costi-Benefici. Il che fa pensare a tempi biblici per la realizzazione mentre il territorio interessato continua a soffrire enormemente per la mancanza di una viabilità specifica essenziale per collegare i vari Distretti industriali. Mancanza a cui darebbe risposta in tempi decisamente più brev, e costi inferiori,i la soluzione di strada a scorrimento veloce. Nel frattempo la stessa Regione sta attuando, giustamente e finalmente, una serie di potenziamenti ferroviari sulla linea Porto di Ravenna – Ferrara – Poggio Rusco (intersezione con la linea Bologna-Verona-Brennero) -Suzzara – Parma. A fronte di questo cade la ragione del collegamento autostradale con l’Europa e si apre una potenziale voragine economica prevedendo, come da accordo sottoscritto dalla Regione nel 2018 con i principali movimentatori regionali di merci per lo spostamento massiccio di materiale dalla gomma al ferro, una drastica riduzione di traffico veicolare, pagante, sulla ipotizzata autostrada (si configura un fallimento economico come sulla BRE.BE.MI.).

Come ben comprenderà ci sono in campo un intreccio di problematiche che rendono la realizzazione dell’autostrada sempre più anacronistica, fuori da ogni logica di moderno collegamento con il resto d’Europa e soprattutto un devastante impatto ambientale in un territorio che produce eccellenze agro-alimentari come il Parmigiano-Reggiano e coltivazioni I.G.P. e biologiche, territorio soggetto ad esondazioni dei fiumi e conseguente pericoloso “effetto diga” di una infrastruttura che viaggia per il 97% in “rilevato” di oltre 2 metri in modo trasversale rispetto al naturale deflusso delle acque, in un territorio già pesantemente colpito da continui sforamenti dei limiti di inquinamento atmosferico tanto che la Regione è in stato di infrazione posta dalla Comunità Europea.

Per ultimo, ma non ultimo in ordine di importanza, il tentativo di inserire la Cispadana autostradale nell’elenco di opere indispensabili del Recovey Plan e “sbolognare/trasferire” la problematica Cispadana sulle casse dello Stato in base all’Articolo 5bis dello SbloccaItalia. Nel suo intervento di richiesta della Fiducia alle Camere parlamentari italiane il Primo Ministro Draghi ha sottolineato l’importanza della “transizione ecologica” come perno per le strategie da mettere in campo per il rilancio economico dell’Italia. Anche per questo siamo dunque a chiederLe una particolare attenzione in merito alle problematiche sopra esposte e la nostra massima disponibilità di approfondimento nel caso lo ritenesse utile. Nel ringraziarla per la cortese attenzione, cogliamo l’occasione per distinti Saluti.

Il Coordinamento cispadano NO autostrada – SI strada a scorrimento veloce.

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