Disabilità in famiglia, a Carpi un nuovo supporto psicologico per i genitori
CARPI- Psicologo, 40 anni, specializzando in psicoterapia della Gestalt, con un'esperienza di lungo corso nell'ambito della disabilità: questo il profilo di Roberto Rauso, il professionista di cui la Fondazione Casa del Volontariato (ente finalizzato al sociale della Fondazione CR Carpi) ha scelto di dotarsi nell’ambito del progetto Sosteniamoci, nato con lo scopo di supportare e informare le famiglie di ragazzi con disabilità del territorio.
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Rauso, già consulente per le équipe di lavoro e impegnato nella formazione dei giovani operatori del settore sociosanitario, si occuperà ora- per il progetto Sosteniamoci- sia di supportare le famiglie che di incontrarne di nuove, che ancora non aderiscono, per spiegare loro i vantaggi del progetto e ciò che le istituzioni e gli enti del territorio mettono a disposizione per aiutarle. Oltre che con le famiglie, il professionista rappresenterà anche un punto di riferimento per le varie istituzioni del territorio, sia che siano direttamente coinvolte nel progetto, sia che, senza farne direttamente parte, abbiamo comunque a che fare con il tema della disabilità e dell’inclusione (come, per fare soltanto un esempio, il mondo della scuola). Il sito del progetto si arricchisce inoltre della nuova sezione ‘Pronto Sosteniamoci’, con un numero di telefono specifico da poter contattare in caso di necessità, per chiedere informazioni, supporto o effettuare segnalazioni. “Sono sempre stato profondamente persuaso – spiega Rauso – del fatto che la diversità vada interpretata come uno stile, un modo di essere, una risorsa piuttosto che un limite. Conosco già molte persone che hanno figli con disabilità, e poter fornire loro aiuto e supporto psicologico è per me un compito importantissimo. Con delicatezza, ascolto, pazienza, il mio obiettivo, condiviso con la Fondazione, è quello di rappresentare una presenza sicura, a cui i genitori si possano rivolgere, sia per avere consigli che per essere tranquillizzati rispetto alle insicurezze e ai timori che legittimamente possono nutrire. E per far loro comprendere come una delle risposte giuste per stare vicino ai propri figli passi non dall’isolamento, ma al contrario dalla condivisione sia con la comunità dei genitori che, più in generale, con la società. Le risposte alle necessità dei propri figli iniziano, insomma, aprendo la porta di casa, e scoprendo che esiste una comunità che può condividerne speranze, gioie e difficoltà”. L’invito dei promotori del progetto è rivolto anche alle realtà sportive e culturali che abbiano a cuore i temi dell’inclusione, perché segnalando sul sito “Sosteniamoci” le proprie attività, portino a conoscenza di quante più famiglie possibili le varie opportunità offerte dal territorio, stabilendo così anche possibili collaborazioni.
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