DAT e testamento biologico, una guida all’uso
Dall'entrata in vigore della disciplina sulle disposizioni anticipate di trattamento (DAT), e cioè da cinque anni, ogni cittadino italiano in condizioni di salute sane può esprimere in maniera cosciente le proprie volontà. Gli eventi cardio e cerebrovascolari, come infarti e ictus, e la comparsa di malattie che determinano un decadimento cognitivo sono in aumento e sono una delle principali motivazioni per cui converrebbe ricorrere alla compilazione delle DAT. Con questo approfondimento vogliamo fare chiarezza sulle opportunità e i limiti della legge che garantisce un diritto insopprimibile: quello dell'autodeterminazione.
Si chiamano DAT, Disposizioni anticipate di trattamento, e sono definite anche più comunemente testamento biologico (o biotestamento) vengono redatte quando si è ancora in buona salute in ottica di una futura incapacità di autodeterminarsi. La legge prevede la possibilità per ogni persona di esprimere le proprie volontà, nello specifico in materia di consenso o rifiuto di trattamenti sanitari, nonché su accertamenti diagnostici e scelte terapeutiche.
Si tratta di una scelta libera e volontaria accessibile da tutte le persone maggiorenni e capaci di intendere e di volere, di cui beneficiano tutti i soggetti coinvolti: il paziente stesso, che può autodeterminarsi, i familiari, che sono sollevati dal peso di decisioni spesso difficili, e il sistema sanitario, che può ottimizzare le risorse.
Come fare la DAT
La legge non prevede moduli, tuttavia alcuni Comuni, come quello di Mirandola, hanno predisposto dei modelli compilabili. Per la stesura della DAT, ci si rivolge innanzitutto al proprio medico di fiducia al fine di acquisire le informazioni sui trattamenti e le conseguenze derivanti dal rifiuto degli stessi. Poi, la redazione può avvenire in differenti forme:
- Dal notaio: sia con un atto pubblico sia con una scrittura privata autenticata dal notaio, il quale ne conserva l’originale;
- Presso l’ufficio di stato civile del comune di residenza (con scrittura privata) che provvede all’annotazione in un apposito registro, ove istituito;
- Presso strutture sanitarie competenti delle regioni che abbiano regolamentato la raccolta delle DAT;
- Presso gli uffici consolari italiani, per i cittadini all’estero.
- le DAT appaiano palesemente incongrue o non corrispondenti alla condizione clinica attuale del paziente;
- sussistano terapie non prevedibili all'atto della sottoscrizione, capaci di offrire concrete possibilità di miglioramento delle condizioni di vita.
La legge sulle disposizioni anticipate di trattamento interviene in una narrazione che ha come protagonisti note casistiche giurisprudenziali e il proprio diritto a decidere sulla fase finale della propria esistenza. Oggi lo conosciamo come diritto, ma è al tempo stesso discriminatorio: il diritto a rifiutare i trattamenti sanitari riguarda solo chi è nelle condizioni di porre fine alla propria esistenza in modo rapido e indolore, e non tutela invece il paziente che per le proprie condizioni cliniche, non ha il privilegio di porre fine alla propria esistenza allo stesso modo, perché lo condurrebbe a una morte lunga e dolorosa, per sé e per i proprio cari.
Proprio questo ha posto in luce la Corte Costituzionale nel noto caso Cappato 242/2019, ovviando per rigidi criteri che aprono al suicidio assistito, ma che, non essendo ancora disciplinato da una legge, pare accessibile alla stregua di un non-diritto.
In allegato Vi lasciamo il modulo indicato dal Comune di Mirandola per depositare la DAT.
Istanza registrazione DAT comune mirandola
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