A Carpi approvata mozione per il riconoscimento dello Stato di Palestina
Il Consiglio comunale di Carpi, nella seduta di ieri, 2 ottobre, ha approvato la mozione presentata da Alleanza Verdi Sinistra e Partito Democratico per il riconoscimento dello Stato di Palestina. Un’iniziativa che – spiegano i proponenti – ha un valore simbolico, ma rappresenta una presa di posizione chiara “davanti alla storia”. Anche Fratelli d’Italia - si legge in una nota del Pd di Carpi - ha presentato una mozione sullo stesso argomento, ma questa è stata bocciata perché - spiegano i democrat, di fatto rappresentava solo una sequela di complimenti al Governo Meloni, un mero documento di propaganda che in alcun modo si inseriva in un’ottica di solidarietà al martoriato popolo palestinese.
«Questo atto, seppur simbolico, è necessario – ha dichiarato Corrado Gallo, co-portavoce di AVS – perché a Gaza è in corso un genocidio, riconosciuto dalle principali organizzazioni internazionali. È il primo genocidio trasmesso in diretta, attraverso i social e la televisione, di cui possiamo vedere ogni istante. Vogliamo davvero dire che non ci riguarda? Noi, cresciuti negli insegnamenti delle grandi tragedie del ’900? Vogliamo davvero cancellare il meglio delle nostre istituzioni e dei nostri valori, gettandolo all’aria per ragioni di partito? No. Questo è il tempo della responsabilità e dell’umanità». Gallo ha poi sottolineato come «dire basta al genocidio non significhi schierarsi per un partito, ma scegliere da che parte stare: dalla parte dei civili innocenti, delle famiglie, dei bambini».
E ha respinto con forza l’accusa di un sostegno ad Hamas: «È un’accusa falsa, offensiva e priva di consistenza. Qui non si tratta di giustificare la violenza, ma di chiedere giustizia, riconoscimento e pace». Il co-portavoce AVS ha chiuso con una provocazione: «Nessuno Stato, nella storia dell’umanità, è mai esistito per diritto magico o divino. Gli Stati esistono quando decidiamo di riconoscerli: nel discorso pubblico prima ancora che nelle istituzioni e nei consessi internazionali».
Sulla stessa linea l’intervento del consigliere PD Riccardo Martino, che ha ricordato: «Sono passati 727 giorni dal 7 ottobre e dall’inizio del genocidio israeliano a Gaza. 727 giorni in cui chi sosteneva la causa del popolo palestinese e della pace ha dovuto fare i conti con accuse di antisemitismo, con le menzogne e l’immobilismo complice del governo, mentre le immagini della barbarie scatenata da Israele contro donne, uomini e bambini gazawi invadevano le nostre case e i nostri social». Per Martino, la mozione approvata «è un atto dovuto, per ribadire che i carpigiani e le carpigiane non sono il loro governo, non vogliono essere complici di ciò che sta accadendo e desiderano un futuro in cui lo Stato palestinese possa esistere nel pieno dei suoi diritti». Ha poi attaccato duramente Fratelli d’Italia, «che voleva trasformare la discussione in un elogio al governo», e ha ricordato come l’Italia «continui a vendere armi e pezzi di ricambio all’esercito israeliano, a collaborare per difesa e intelligence, e abbia perfino garantito a Netanyahu che non avrebbe rispettato il mandato di arresto della Corte Penale Internazionale».
«Nessuno può dire di non sapere, nessuno può dire di non aver visto – ha concluso Martino –. A Carpi abbiamo deciso di dire basta, di chiedere una pace giusta, il riconoscimento dovuto dei diritti dei palestinesi, e che le azioni criminali del governo e delle forze armate israeliane non vengano dimenticate con la fine della guerra. Non si può riaccogliere nella comunità internazionale chi è colpevole di genocidio».
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