Riaperto il caso del Mostro di Modena. Test del DNA per coltelli e altri reperti
I tempi non sono ancora certi, ma per il legale che segue il caso, l’esame al DNA di alcuni oggetti relativi ai femminicidi attribuiti al “Mostro di Modena” si farà. Procedono quindi le indagini, riaperte da poco dopo circa 30 anni, sui delitti di alcune giovani donne che avevano turbato il modenese tra gli anni ‘80 e ‘90. O forse non lo avevano turbato abbastanza, dato che questi misfatti sono passati in sordina rispetto ad altri analoghi. Perché riaprire il caso dopo tutti questi anni? Perché nel frattempo le tecnologie si sono evolute e sottoponendo i reperti a test sul DNA che 30 anni fa non si potevano ancora effettuare, potrebbero emergere indizi utili a individuare uno o più responsabili.
Mostro di Modena, coinvolte San Felice e Mirandola
Ripartono le indagini
Lo ritiene possibile l’avvocato Barbara Iannuccelli, che di recente ha formalmente depositato richieste per conto dei familiari di alcune vittime, ovvero Anna Maria Palermo e Marina Balboni. Alle richieste dei parenti di queste due vittime si sono associati i familiari di Monica Abate, Donatella Guerra, Giovanna Marchetti e Claudia Santachiara. Al centro dell’istanza c’è l’esame dei reperti rinvenuti all’epoca, che avverrà usando le moderne tecniche della polizia scientifica. Dopo il via della Procura, le forze dell’ordine si sono recate all’Istituto di Medicina Legale per analizzare i reperti archiviati.
Risultati concreti: c’è speranza, esistono precedenti
“Gli oggetti che chiediamo siano sottoposti a esame sono diversi – afferma Barbara Iannuccelli – Tra questi l’arma del delitto di Donatella Guerra, i capelli refertati trovati vicino a Claudia Santachiara e coltelli e siringhe rinvenuti accanto al corpo di Anna Maria Palermo. La Procura ha da poco acconsentito alla digitalizzazione di documenti e informazioni relativi ai casi”. Non sarebbe la prima volta che la riapertura di un caso dopo così tanto tempo porta a risultati concreti. La stessa Iannuccelli ha citato l’episodio di Cristina Golinucci, ragazza scomparsa da Cesena nel lontano 1992. Esami del DNA effettuati con tecnologie odierne hanno consentito di risalire a un uomo, ora in fuga e per il quale si attende la cattura.
Valentina Gallini, la sanfeliciana che ha realizzato contenuti sul "Mostro"
Il colpevole è davvero uno solo?
Di certezze su questi femminicidi ce ne sono poche, negli anni sono state elaborate molte teorie, più o meno fondate, più o meno fantasiose. Molti i dubbi che hanno tormentato inquirenti e magistrati. Possiamo dire che ci sono alcune analogie tra i delitti di queste 6 donne e che altre caratteristiche accomunano i loro casi a quelli di almeno altre 2 ragazze trovate uccise nel modenese. Fatti e leggende si sono mescolati nel corso del tempo ed è proprio per questo che Iannuccelli invita tutti a rimanere con i piedi per terra. “Mi ha stupito molto la quantità di teorie sviluppate negli anni – commenta l’avvocato Iannuccelli – Ho visto che tante persone, inclusi sedicenti esperti e criminologi, hanno elaborato ogni tipo di storia. Oggi è bene mettere da parte le fantasie e attenersi ai fatti, soprattutto per rispetto nei confronti di queste ragazze e dei loro famigliari. Il mio obiettivo? Arrivare in fondo a questi casi”.
No perditempo. “Rispetto per vittime e parenti”
Barbara Iannuccelli ha dichiarato di aver ricevuto centinaia tra mail e messaggi (molti dei quali di sostegno) e ha incoraggiato chi potrebbe avere informazioni utili a contattarla. Le abbiamo chiesto quale metodo utilizzasse per distinguere gli informatori seri da eventuali egomaniaci o ciarlatani. La risposta è stata tanto semplice quanto razionale: è sufficiente confrontare informazioni e testimonianze con i contenuti degli atti giudiziari. Insomma: fatti, non chiacchiere. Perché, come ci tiene a sottolineare Iannuccelli, “è importante avere rispetto per la memoria di queste giovani vittime e per il dolore dei loro parenti”. Ricordiamo che sabato 26 settembre questo caso è stato trattato anche da Carlo Lucarelli nel suo noto programma Rai dedicato alla cronaca nera, a testimonianza di un rinnovato interesse perfino sulla tv nazionale.
In foto: l'Avvocato Barbara Iannuccelli
Anna Maria Palermo, una delle vittime attribuite al "Mostro di Modena"
Da sinistra: Laura Curti (Presidentessa dell'associazione I Ricci di Lodi); Barbara Iannuccelli (legale dei famigliari che hanno chiesto la riapertura delle indagini) e Pier Luigi Salinaro (ex giornalista della Gazzetta di Modena che si era occupato del caso)
- Clamoroso al Cibali - Lo sport è fondamentale per i ragazzi, insegna a cresce e a rispettare gli altri. La riflessione di mister Daniele Denti
- Riaperto il caso del Mostro di Modena. Test del DNA per coltelli e altri reperti
- Al museo della Figurina di Modena la mostra “Pinocchio a rotta di collo. Metamorfosi di un burattino”
- Medolla in festa per i 60 anni del Polo per l’infanzia "Laura Benassi"
- Sicurezza stradale, dal 1° ottbre in Emilia-Romagna al via il progetto “Mobilità Sicura”
- Medolla, sabato 3 ottobre cena benefica per acquistare un nuovo tendone per 'Mani Tese'
- L’UTILE E IL DILETTEVOLE | Recall, la sicurezza quotidiana passa da qui
















































































