“Alla radio ho sentito che…”. L’inquietante testimonianza di un vicino della coppia assassinata a Mirandola
L’incredulità per un crimine efferato, al punto che non si ha memoria di un precedente simile a Mirandola. A parlare è un vicino di casa, Luca, che stava rientrando a casa dal lavoro, quando la notizia iniziava già a circolare sui media. Ad avvisarlo è stato il fratello, allarmato: “Alla radio dicono che hanno trovato i tuoi vicini di casa, sono stati assassinati”, questo il senso del messaggio che Luca ha ricevuto la sera del 15 ottobre. Poi l’arrivo in via Imperiale, il mezzo dei Vigili del Fuoco e il via vai delle forze dell’ordine davanti al civico 10, dove viveva la coppia insieme al figlio 50enne.
“Mi sono trasferito qui con la mia compagna solo due mesi fa – racconta Luca, ancora incredulo mentre gli operatori della scientifica coperti da una mascherina sono al lavoro a pochi metri da lui – Non ho avuto il tempo di conoscerli veramente, li vedevo quando uscivo per fare la spesa, mentre erano davanti a casa loro o mentre portavano a spasso il cane. Riguardo al figlio, i vicini mi dicevano che a volte lo vedevano in giro mentre parlava da solo o urlava in mezzo alla strada. Però io so solo quello che mi hanno raccontato, come ho detto, vivo qui da poco tempo. La notizia è stata shoccante”.
Ultime notizie: il figlio della donna uccisa è in stato di fermo
Riguardo alle vittime, l’uomo si chiamava Pietro Casari, pensionato 80enne originario di San Felice sul Panaro, mentre la donna, Vincenza Giannini, ultrasettantenne, secondo la testimonianza di una ex collega aveva lavorato per 30 anni in Haemotronic, nota azienda biomedicale. Con loro viveva Daniele Tavoni, figlio di Vincenza Giannini. L’uomo, 55 anni, ora è in stato di fermo dopo essere stato a lungo interrogato dalle Forze dell’Ordine durante la notte. Al momento le indagini si stanno concentrando su di lui, l’ipotesi al vaglio è quella di un crimine avvenuto in ambito familiare per motivi economici, come riportato anche da Ansa. Al momento tutti gli elementi del caso sono ancora in fase di accertamento da parte degli inquirenti e del PM. In breve: è ancora presto per stabilire le responsabilità del misfatto, il movente e le dinamiche. Quello che è certo è che un avvenimento così drammatico e spaventoso sta scuotendo l’intera comunità e continuerà a farlo ancora a lungo.
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