Cardiologia, intervento salvavita su una giovane in attesa di trapianto
MODENA- Un intervento salvavita è stato effettuato su una paziente di 23 anni domenica 28 febbraio dall’Equipe della Cardiologia dell’Ospedale Civile, guidata dal dottore Stefano Tondi che ha applicato l’ECMO (Extra Corporeal Membrane Oxygenation), dispositivo che supporta le funzioni vitali mediante la circolazione extracorporea, aumentando l'ossigenazione e sostenendo la circolazione del sangue sulla giovane, affetta da una rara malattia congenita polmonare e in attesa di trapianto.
Secondo quanto spiegato nel comunicato stampa dellp'Azienda ospedaliera, la procedura salvavita si è svolta in emergenza presso l’Unità di Terapia Intensiva Cardiologica di Baggiovara (di cui è responsabile la dottoressa Stefania Sansoni) in collaborazione con l'equipe dell’U.O di Cardiochirurgia dell'Hespria Hospital (dottore Marco Meli, direttore della cardio-anestesia e il cardiochirurgo Massimo Longo) e del reparto di Anestesia-Rianimazione dell'Ospedale di Baggiovara (direttrice la dottoressa Elisabetta Bertellini e l'anestesista Maurizio Pavesi). La dottoressa Elisa Davolio, perfusionista, ha accompagnato la paziente a Padova assieme al dottor Meli. “La paziente – ha spiegato la dottoressa Stefania Sansoni - era stata ricoverata pochi giorni prima in seguito al peggioramento delle funzioni cardio-respiratorie, ma dopo un'iniziale favorevole risposta clinica alle terapie farmacologiche e di supporto respiratorio il quadro si è aggravato ulteriormente”. “Le condizioni cliniche sono precipitate in maniera irreversibile nella giornata di domenica 28 febbraio- prosegue la dottoressa Alina Olaru, Cardiologa Ecocardiografista - tanto da rendere necessaria l'attivazione di un'equipe multidisciplinare per il posizionamento del dispositivo di circolazione extracorporea ECMO”. “Questo risultato – ha concluso il dottor Stefano Tondi – è frutto dell'integrazione delle diverse competenze cardiologiche, anestesiologiche e cardiochirurgiche che hanno permesso una rapida ed efficace gestione dell'emergenza medica in atto. Questo ha consentito alla paziente di essere trasferita presso l'Azienda Ospedaliera di Padova in attesa di un trapianto bipolmonare con priorità nazionale. Si tratta di un intervento eccezionale per un quadro clinico molto specifico. In questi mesi di pandemia, abbiamo seguito numerosi casi di infarto acuto del miocardio che richiedono interventi di angioplastica coronarica con impianto di stent all’interno delle coronarie malate e il successivo ricovero in Utic”. A differenza della prima ondata di Covid 19, in cui si era verificata una drastica riduzione di accessi in ospedale per problemi cardiaci acuti, motivati dalla paura dei pazienti di recarsi in ospedale, in questa seconda, lunga fase epidemica gli accessi sono ritornati a essere analoghi al periodo precedente l’inizio della pandemia. “Rispetto alla prima ondata – conclude Tondi - l’attività cardiologica non si è interrotta e i pazienti, grazie al grande lavoro per garantire percorsi di accesso definiti, non hanno timore di essere ricoverati in ospedale. Nella nostra Regione, la mortalità ospedaliera per infarto è quindi ritornata a valori pre-pandemici e, con circa il 6%, rimane tra le più basse nel mondo occidentale”.
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