Mirandola, il 25 marzo “La Molli – Divertimento alle spalle di Joyce” all’auditorium Montalcini
MIRANDOLA - Una originale rivisitazione di un classico della letteratura moderna. Con “La Molli – Divertimento alle spalle di Joyce”, protagonista Arianna Scommegna per la regia di Gabriele Vacis, proseguono rispettivamente giovedì prossimo 24 marzo all’Auditorium Enzo Ferrari di Maranello e venerdì 25 marzo all’Auditorium Rita Levi Montalcini di Mirandola le stagioni teatrali 2021/2022, curate entrambe da ATER Fondazione in collaborazione con le Amministrazioni comunali. Inizio alle 21, per Maranello biglietto intero 18 euro e ridotto 16 euro, per Mirandola biglietto intero 15 euro, ridotto 13. Lo spettacolo è scritto da Gabriele Vacis e Arianna Scommegna, una produzione Atir Teatro Ringhiera.
Sono confidenze sussurrate, confessioni bisbigliate quelle della Molli. Punto di partenza dal quale Gabriele Vacis, regista, e Arianna Scommegna, attrice, prendono le mosse è il monologo di Molly Bloom che conclude l’Ulisse di Joyce. Il personaggio di Molli viene calato in una quotidianità dalle sonorità milanesi, traslando il testo in una trama di riferimenti culturali, storie e canzoni che hanno il sapore del nostro tempo.
Arianna Scommegna è sola sul palcoscenico, seduta al centro della scena; il suo monologo intenso, irrefrenabile, senza punteggiatura, senza fiato, è stretto tra una sedia, un bicchiere poggiato a terra e una manciata di fazzoletti ad assorbire i liquidi tutti, sacri e profani, di una vita di solitudine e insoddisfazione, come una partitura incompiuta. Il fiume di parole è lo stesso flusso di coscienza del personaggio di Joyce che riempie una notte insonne di pensieri e bugie, mentre aspetta il ritorno a casa del marito, Leopold, come la Molli aspetta Poldi.
L’attrice, in bilico tra il romanzo e la vita, ripercorre la propria esistenza di poco amore, infinite attese, occasioni mancate, dal primo bacio a un rosario di amanti da sgranare per mettere a tacere il vuoto, dal dolore di un figlio perduto fino a un finale ‘sì’ pronunciato comunque in favore della vita, dell’amore da una donna mai piegata alla rassegnazione.
Le note dolenti si stemperano sempre nell’ironia e in una levità che tutto salva; il testo gioca sempre, costantemente, con il doppio registro denunciato fin dal sottotitolo, Divertimento alle spalle di Joyce. Frammenti di vita raccontati in modo ora scanzonato ora disperato, storie di carne e sangue, vita che scorre come lacrime, che si strozza in un grido o si scioglie in una risata.
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