Payback dispositivi medici, Negro (Pd): “Responsabilità. Le imprese chiedono certezze, non sconti last minute”
«Sul payback dei dispositivi medici, il centrodestra getta fumo negli occhi. I provvedimenti del governo Meloni sono un'incompiuta.. La pretesa di Fratelli d’Italia di rivendersi oggi come ‘salvatori' di imprese, dopo essere state lasciate in balia dell’incertezza per così tanto tempo dall’inizio della legislatura, quando è stata resa esecutiva la norma, è semplicemente inaccettabile.
Sono anni che le imprese del biomedicale, dalle PMI locali alle stesse multinazionali, denunciano l’assurdità di un meccanismo retroattivo, rimasto "in sonno" fino al 2022, che le costringe a rimborsare la spesa sanitaria pubblica di anni passati, senza aver avuto alcuna possibilità di incidere sui tetti di spesa regionale. Eppure, fino a oggi, questo grido d’allarme è rimasto sostanzialmente senza una vera risposta all'altezza.
Il governo Meloni, che oggi tenta di intestarsi la soluzione del problema, ha atteso ben due anni e mezzo per proporre ora una parziale ‘sanatoria' che – seppur accolta con sollievo da molte aziende – non risolve ancora alla radice il problema, come chiedevano le imprese. Lo confermano gli stessi rappresentanti di settore, da Confindustria Dispositivi Medici a Confcommercio Sanità: chiedevano e chiedono una riforma strutturale del meccanismo, una soglia di franchigia per proteggere le PMI, un nuovo modello di governance della spesa. Nulla ancora di tutto questo è sul tavolo.
A chi oggi, come l’on. Barcaiuolo, continua ossessivamente a chiedere “E allora il PD?”, come fosse un salvacondotto per eludere ogni responsabilità, ricordo: è una comoda comfort zone permanente, ma non ci vivrei. Di fronte ad imprese che hanno rallentato investimenti, piani di sviluppo, non è tempo di slogan autoassolutori. Governa la destra, le scelte – o le non scelte – sono della destra. Con oltre dieci anni di ritardo, si gioca a nascondino su responsabilità che oggi ricadono interamente su chi governa. La Corte Costituzionale ha confermato la legittimità del payback ? Il Parlamento, a maggioranza di centrodestra, poteva riformarlo in qualsiasi momento. La verità è che la maggioranza ha reagito solo ora alle proteste, senza visione né il coraggio di andare fino in fondo. E voglio ricordare che una proposta di riforma strutturale del meccanismo del payback è già stata depositata oltre un anno fa dai nostri parlamentari Stefano Vaccari e Andrea De Maria. Una proposta concreta, ignorata finora dalla maggioranza parlamentare che avrebbe potuto calendarizzarla, discuterla, approvarla. Ma evidentemente non fa parte della loro zona di confort, prendersi questa responsabilità: approvare questa proposta o assumerne un’altra propria, purché risolutiva alla radice della problema.
Il nostro distretto, con le sue filiere biomedicali, tecnologiche e logistiche, continuerà a vivere un clima di incertezza, finché questo non avverrà.
Ribadiamo una richiesta di chiarezza: quando arriverà una riforma vera del sistema?”
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