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05 Novembre 2026
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Demenza, oltre 12mila persone seguite dai Centri specializzati in provincia di Modena

Definita dall’Organizzazione Mondiale della sanità e Alzheimer Disease International una ‘priorità mondiale di salute pubblica’, la demenza è una malattia cronica sempre più diffusa. In provincia di Modena sono circa 12.500 i pazienti attualmente seguiti dai Centri Disturbi Cognitivi e Demenze delle Aziende sanitarie dove, tra il 2024 e il 2025, le prime visite per disturbi cognitivi sono più che raddoppiate, passando da 4.800 a oltre 10.000. Le persone con disturbi cognitivi e demenze e i loro caregiver familiari possono contare in provincia di Modena su un percorso di assistenza sanitaria e sociosanitaria che vede integrate le strutture ospedaliere, le strutture residenziali e i servizi territoriali delle tre Aziende sanitarie modenesi (Ausl, Azienda Ospedaliero-Universitaria e ospedale di Sassuolo) e degli enti locali. Un percorso strutturato – con l’obiettivo di garantire continuità delle cure evitando frammentazioni, inefficienze e facilitare l’accesso ai servizi – al centro del convegno ‘ “La qualità di cura dell’anziano con demenza tra strutture residenziali e ospedale”, in programma giovedì 4 giugno 2026 nell’Aula Magna del Centro Servizi della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Modena e Reggio Emilia.  L’iniziativa, promossa dalla Conferenza territoriale sociosanitaria, dagli enti locali, dalle Aziende sanitarie e dall’Università di Modena e Reggio Emilia, è un’importante occasione di aggiornamento e confronto tra professionisti sanitari, enti locali con i referenti delle politiche sociali e le associazioni di volontariato, che, assieme a sanità e Comuni, affiancano e supportano i caregiver, le tante persone che nella quotidianità si prendono cura di un familiare con demenza.

Il percorso di assistenza

Perdita di memoria, difficoltà nel completare compiti abituali a casa, confusione con luoghi e orari: sono questi alcuni dei ‘campanelli d’allarme’ di un possibile disturbo cognitivo che va segnalato al proprio medico di famiglia, il professionista sanitario che ha un ruolo fondamentale perché può intercettare precocemente il disturbo e inviare la persona e la sua famiglia in uno dei Centri Disturbi Cognitivi e Demenze della provincia di Modena (CDCD).
I Centri sono strutture con equipe di professionisti multidisciplinari in cui viene effettuata una diagnosi e strutturato un piano di intervento in relazione al bisogno della persona: un bisogno che può essere di tipo farmacologico ma anche riabilitativo e sociale, prendendo in carico la persona e la sua famiglia, in collaborazione con i servizi sociali dei Comuni e le associazioni di volontariato. In provincia di Modena sono attivi dieci CDCD, di cui 7 distribuiti su tutto il territorio (uno per ogni Distretto sanitario), 2 Centri ospedalieri neurologici (all’Ospedale civile di Baggiovara e all’Ospedale di Carpi ed un Centro ospedaliero geriatrico (all’ospedale civile di Baggiovara) per un totale di oltre 100 professionisti sanitari impegnati tra medici geriatri, neurologi, infermieri, OSS, terapisti occupazionali, dietisti, psicologi e neuropsicologi, chinesiologi AMPA (Attività Motoria Preventiva e Adattata). Nella rete dei CDCD, il Centro di neurologia cognitiva dell’Ospedale di Baggiovara si distingue per la competenza specifica sulla diagnosi precoce e diagnosi differenziale (indipendentemente dall’età di esordio), anche utilizzando marcatori biologici di patologia, sulle demenze ad esordio giovanile, e per la forte missione di ricerca clinica. Al personale che lavora nei CDCD si aggiunge il personale che garantisce la continuità dell’assistenza tra ospedale e territorio. In fase di dimissione il personale ospedaliero contatta le Centrali operative territoriali a cui rispondono sanitari e sociali che organizzano l’assistenza attivando i servizi domiciliari disponibili, in accordo con la persona e con il suo caregiver e il confronto con il medico di medicina generale. Ricordiamo che l’Ospedale di Baggiovara è stato il primo ospedale Dementia Friendly d’Italia, una rete di ospedali amici delle persone con demenza in cui, da dicembre 2025, è entrato a far parte anche l’Ospedale di Sassuolo.
 
 
L’orientamento delle due strutture è quello di migliorare le cure ospedaliere per le persone con demenza offrendo loro un approccio centrato sulla persona oltre che sulla malattia: un approccio di umanizzazione della cura che cerca di ridurre l’insorgenza di disturbi comportamentale nelle persone con demenza ricoverate. Ogni anno a Baggiovara il personale dell’Unità Operativa Complessa di Geriatria effettua circa mille consulenze per disturbi del comportamento o delirium in corso di ricovero con la possibilità di erogare non solo terapia farmacologica ma anche attività quali stimolazione sensoriale e riorientamento. La rete delle strutture socio residenziale (CRA) evidenzia una prevalenza netta di utenti con bisogni socio sanitari molto complessi e variegati: significativa, infatti, la percentuale di persone che presentano demenza con manifestazioni comportamentali importanti. La tipologia dell’accoglienza può variare in relazione ai bisogni della persona e della sua famiglia e può essere di lunga permanenza o temporanea (assistenziale e riabilitativa), di residenzialità definitiva o di sollievo e servizio altrettanto significativo a supporto della domiciliarità è la rete dei centri diurni.
Nelle fasi più sfidanti della malattia, dove compaiono importanti manifestazioni comportamentali la rete offre, inoltre, la possibilità di ricoveri o inserimenti mirati. Un ruolo fondamentale, sia dentro sia fuori dagli ospedali, per sostenere le famiglie delle persone con demenza e per prevenire l’insorgere di disturbi cognitivi è quello delle associazioni di volontariato. Il mondo del volontariato è infatti coinvolto attivamente con i CDCD e gli enti locali per offrire alle persone con demenza e alle loro famiglie spazi di incontro e stimolazione cognitiva dedicati come i meeting centre e i Cogs club per persone con decadimento cognitivo lieve o moderato. Diversi Comuni hanno anche intrapreso un percorso per divenire Comunità Amiche delle persone con demenza con l’obiettivo di aumentare la conoscenza della malattia come strumento per ridurre l’emarginazione e il pregiudizio sociale nei confronti dei malati e dei loro familiari, in modo da permettere loro di partecipare alla vita attiva della comunità e migliorare la loro qualità di vita.
 
Le associazioni sono protagoniste del progetto Palestre della memoria, esperienza virtuosa di promozione dell’invecchiamento attivo e prevenzione del decadimento cognitivo ideata dall’Unità Operativa Complessa di Geriatria dell’Ausl di Modena e ora replicata in varie parti d’Italia. Le Palestre sono luoghi di prossimità (aperti in polisportive, sale parrocchiali, centri sociali anziani, ad oggi sono 60 in tutta la provincia) destinate a persone dai 73 anni senza disturbi cognitivi e gestiti da volontari formati dai neuropsicologi della Geriatria. Con la supervisione Ausl, i volontari svolgono con i partecipanti semplici esercizi o giochi di stimolazione cognitiva, per ‘allenare’ la memoria e combattere la solitudine. Durante il convegno saranno approfondite anche le linee guida sulle demenze dell’Istituto Superiore di Sanità con un intervento specifico sul tema, ed è inoltre previsto un intervento di aggiornamento rispetto alla stato di attuazione della riforma nazionale sulla non autosufficienza da parte di un coordinatore del Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza che raggruppa la gran parte delle organizzazioni della società civile coinvolte nell’assistenza e nella tutela degli anziani non autosufficienti nel nostro Paese e che rappresenta gli anziani, i loro familiari, i pensionati, gli ordini professionali e i soggetti che offrono servizi. Le associazioni del territorio porteranno anche la propria esperienza di caregiver di persone con demenza durante gli interventi al convegno.
 
 
 
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