Aggressione omofoba a Bomporto, le vittime: “Insulti, poi pugni e calci in faccia e minacce”
BOMPORTO - Di seguito, il comunicato stampa diffuso dalle vittime dell'aggressione omofoba avvenuta sabato 20 settembre alla F:esta del Lambrusco di Sorbara:
"Nella serata di sabato 20 settembre, alla Festa del Lambrusco di Sorbara, un gruppo composto da quattro uomini sulla cinquantina ha aggredito prima verbalmente e poi fisicamente un gruppo di ragazze e gli amici presenti. Durante la serata le ragazze avevano notato comportamenti denigratori nei loro confronti, legati al loro orientamento sessuale e ad alcuni scambi d’affetto. Alla fine del concerto, la situazione è degenerata: il gruppo di uomini ha usato come pretesto per iniziare l’aggressione il coro antifascista e di solidarietà con la Palestina intonato dalle ragazze. Le aggressioni sono state esplicitamente fasciste, sessiste e omofobe. Gli uomini si sono scagliati contro il gruppo urlando frasi come: “Siamo tutti fascisti”, “Avete la figa solo per fare dei figli”, “lesbiche di merda”, “Froci di merda”.
Le risate incredule con cui inizialmente sono state accolte quelle frasi si sono trasformate subito in panico quando gli insulti sono sfociati in violenza fisica mirata al volto, con pugni e calci in faccia. Uno degli uomini ha arrotolato una cintura attorno al pugno e ha minacciato: “Vi sgozzo”. Il pestaggio è avvenuto in uno spazio pubblico e di festa, senza alcun timore o freno da parte dei responsabili. La sindaca di Bomporto è stata testimone diretta dei fatti. Sin da subito ha espresso solidarietà e si è dissociata dall’accaduto. Nonostante l’intervento della sicurezza e di alcune persone solidali, l’aggressione non è stata fermata in tempo. Ad eccezione di un personaggio che ha deciso di rimanere fino alla fine ad insultare, chi ha agito la violenza non è stato trattenuto né identificato sul posto. Le lesioni riportate sono state documentate al Pronto soccorso, dove sono state certificate prognosi tra i 3, 7 e più giorni.
La sera successiva le vittime e alcune/i solidali sono tornate/i alla Festa per raccontare l’accaduto attraverso un intervento pubblico dal palco e confrontarsi con l’organizzazione. È stato un momento importante di presa di parola collettiva, in cui c'è stata anche una parte del pubblico pronta ad ascoltare e sostenere. Tuttavia, questo non basta. I fatti avvenuti sono gravi, politici e sociali. Non si è trattato di un episodio isolato, ma del sintomo evidente di un clima in cui odio, fascismo e sessismo si esprimono liberamente anche nei luoghi pubblici e di aggregazione. Chiediamo a tutte le persone presenti sabato sera di aiutarci. Se avete assistito all’aggressione, se avete visto o registrato qualcosa, o se fate parte di associazioni disponibili a sostenerci, vi chiediamo di contattare [email protected] , per contribuire a identificare chi ci ha attaccati/e e aiutarci a ottenere giustizia. Non resteremo in silenzio. Non ci fermeranno".
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