Mirandola, l’appello: “Ecco perchè dobbiamo salvare Portovecchio”
MIRANDOLA - Lettera aperta di Andrea Cerchi, uno degli ultimi dipendenti sanmartinesi di Portovecchio:
"Perché dobbiamo salvare Portovecchio? Perché ha più di 400 anni di storia, anche legata ai Pico della Mirandola che già allora allevavano qui i loro cavalli di razza: è anche in forza di questo che tutta la politica mirandolesi deve aiutarci il più possibile per non perdere una testimonianza importante e storica. Dobbiamo salvare PortoVecchio per l’enorme parco arboreo che ha: il viale d’accesso al Palazzo lungo un km con oltre 200 platani, le tante decine di querce più che secolari (se ti metti sotto ad ammirarle rimani talmente meravigliato da tanta bellezza e forza della natura è riuscita a fare che ti viene spontaneo abbracciarle), i pioppi, tanto grossi che un tronco sorregge quattro o cinque alberi sopra di sé.
Ho reso l’idea??? Non dimentichiamoci del frassino, il gigante, il maestoso, con una circonferenza di 4,35 mt. Poi c’è tutto il resto, il contorno: aceri, robinie, frassini, ippocastani, spaccasassi, prunus, tigli altissimi, moros, olmi, sofore. Non dimentichiamoci che Portovecchio è stato ed è un polmone del paese e di tutti. Il mezzo più efficace per contrastare il caldo sono gli alberi, quindi diamoci da fare il più possibile perché se arrivano i barbari distruttori armati di ruspe e motosega sarà la fine di tutto questo e faranno tabula rasa come alla Masetta, così velocemente che non faremo in tempo a rendercene conto".
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