FINALE EMILIA – Una “dose massiccia di psicofarmaci” somministrata “continuativamente e per lungo tempo al fine di porlo in uno stato di prolungata incoscienza, in modo da potersi impossessare ripetutamente del suo denaro presente nella camera da letto, e in modo tale da poter utilizzare ripetutamente l’auto e l’abitazione della vittima nei tre giorni antecedenti al decesso”. Sono queste, secondo la Procura di Modena, le cause che hanno portato al decesso di Rocco De Salvatore (trovato senza vita nel proprio letto, a Massa Finalese), che, dunque, sarebbe stato ucciso lo scorso 31 luglio attraverso l’assunzione di una dose elevata di psicofarmaci, somministratagli con lo scopo di derubarlo.

Per la morte dell’anziano residente a Massa Finalese sono state arrestate nella serata di mercoledì 9 novembre due persone: si tratta di Samia El Harim e Angelo Barbato. La donna, 37 anni, ora si trova in carcere, accusata di omicidio preterintenzionale, rapina aggravata in concorso e maltrattamenti nei confronti di Rocco De Salvatore, che sarebbero avvenuti, secondo la Procura di Modena, precedentemente, nel corso del rapporto tra l’anziano e la donna iniziato circa tre anni prima della morte dell’uomo. L’uomo, di 40 anni, èanch’egli indiziato per i reati di omicidio preterintenzionale e rapina aggravata, per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari.

L’uomo è, inoltre, accusato di aver violato l’ordinanza  cautelare emessa pochi giorni prima della morte di Rocco De Salvatore, che gli impediva di avvicinarsi alla donna accusata insieme a lui per l’omicidio di Rocco De Salvatore, a causa di maltrattamenti nei confronti della stessa avvenuti in precedenza.

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