San Felice, l’azienda Bianchini assolta in appello dall’accusa di traffico illecito di rifiuti
SAN FELICE - "L'atteggiamento che connotò la condotta dell'imputato non è bastevole a delineare il dolo specifico del reato, che è quello di avere deliberatamente allestito un traffico illecito di rifiuti, al fine di conseguire un ingiusto profitto", nonostante l'atteggiamento di Augusto Bianchini e della Bianchini Costruzioni venga definito "imprudente, negligente e disinvolto".
Queste le motivazioni per le quali il collegio giudicante del processo di appello di Aemilia ha assolto per la seconda volta (dopo l'assoluzione arrivata dai giudici di Reggio Emilia) la famiglia Bianchini, Lauro Alleluia e Francesco Passiatore dall'accusa di traffico illecito di rifiuti, riguardante la presenza di amianto in diversi siti, fra cui le scuole elementari di Finale Emilia e Concordia, il centro commerciale Ricommerciamo e altri luoghi a San Felice, in seguito alla ricostruzione post-terremoto del 2012. Non è, quindi, stato accolto, come si legge sulla stampa locale, il ricorso presentato dai comuni di San Felice, Finale Emilia e Concordia, dall'Unione Area Nord e dal consorzio Ricommerciamo di San Felice. La conclusione del collegio giudicante è che l'inquinamento non possa imputarsi a nessuno a causa della mancanza del dolo.
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