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03 Novembre 2026
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Emilia-Romagna, contributi per assicurare autonomia alle persone con disabilità rimaste sole

1.340 interventi, di cui hanno beneficiato 1.283 persone con gravi disabilità (718 uomini e 565 donne, prevalentemente tra 46 e 55 anni di età), per ognuna delle quali le équipe multi-professionali dei servizi sociosanitari del territorio hanno predisposto progetti personalizzati, di autonomia e inclusione sociale. Sono i risultati portati nel 2020 in Emilia-Romagna dal Fondo “Dopo di noi”, sulla base dei quali la Regione ha deciso la programmazione degli interventi 2021, approvando con un provvedimento della Giunta anche la ripartizione di 5, 8 milioni di euro tra tutte le Aziende sanitarie del territorio. Le risorse sono quelle destinate all’Emilia-Romagna dal Fondo nazionale per il “Dopo di noi” (istituito nell’ambito del programma di attuazione della Legge 112 del 2016) per la programmazione di interventi finalizzati a garantire assistenza, indipendenza e autonomia ai disabili gravi rimasti privi di sostegno, perché orfani o con genitori ormai anziani quindi anch’essi non più autosufficienti. A questi fondi (che fanno riferimento all’annualità 2020) già nelle prossime settimane, non appena sarà approvato il decreto di formalizzazione, si aggiungeranno altri 5,8 milioni, cioè la quota riservata all’Emilia-Romagna per il 2021.
“Dare ai disabili gravi il controllo della propria vita, quindi la possibilità di decidere del proprio futuro, scegliere dove e con chi vivere, iniziando un percorso che li porti alla massima autonomia possibile, è una grande conquista sociale- dichiarano la vicepresidente della Regione con delega al Welfare, Elly Schlein, e l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. Queste risorse, che si aggiungono a quelle recentemente stanziate per la non autosufficienza e per i caregiver famigliari, offrono una prospettiva concreta di sostegno alle persone più fragili e alle loro famiglie, spesso angosciate per il futuro dei propri cari quando non potranno più contare sul supporto della famiglia. Il nostro obiettivo- concludono Schlein e Donini- è la dignità e l’inclusione delle persone che vivono in condizione di grande sofferenza, per tutta la loro vita”.
Interventi finanziabili La cifra stanziata (esattamente 5.826.260 euro) servirà a finanziare: interventi di sostegno alla permanenza nel proprio domicilio (2.621.817); programmi per rafforzare l’autonomia e sviluppare le competenze per la gestione della vita quotidiana, dalla cura della propria persona a quella della casa (1.456.565 euro); interventi di accompagnamento all’uscita dal nucleo famigliare, che prevedono l’alternanza di periodi in famiglia e periodi di permanenza presso alloggi alternativi al domicilio abituale (1.130.727 euro); soluzioni abitative alternative al ricovero nelle strutture, come la propria casa di origine, o l’accoglienza in abitazioni, gruppi-appartamento e co-housing (500.626 euro, per oneri di acquisto di nuovi alloggi, ristrutturazione e messa a norma degli impianti in quelli preesistenti). In base alla legge sul “Dopo di noi” in via residuale possono essere finanziati anche interventi di permanenza temporanea in strutture residenziali, nel caso, per esempio, si verifichi un’emergenza non gestibile dai familiari (116.525 euro). Dell’intero pacchetto di risorse, almeno 1.119.000 euro dovranno essere dedicati alla assistenza delle persone con disabilità di maggiore gravità o perché già privi dei genitori, o i cui genitori non sono più in grado di offrire adeguata assistenza oppure per le persone ricoverate in strutture non appropriate. I beneficiari Per usufruire del sostegno è necessaria una valutazione complessiva effettuata da équipe di operatori sociali e sanitari dei Comuni e delle Aziende Usl. Una modalità già consolidata in Emilia-Romagna per l'accesso alle prestazioni del Fondo regionale per la non autosufficienza, che prevede la presenza in ogni distretto di una specifica Unità di valutazione incaricata di accertare gli effettivi bisogni e formulare proposte di progetti personalizzati. A chi rivolgersi Per accedere agli interventi i cittadini possono rivolgersi allo Sportello sociale che è presente in ogni distretto, all’assistente sociale disabili del Comune o quartiere di residenza oppure all’Unità di valutazione multidimensionale (Uvm) disabili: l’équipe composta da operatori sociali e sanitari del Comune e Azienda sanitaria di residenza, che ha il compito di definire con la persona con disabilità il Progetto individuale di Vita e di Cura previsto dalla legge. Tra i requisiti richiesti, la certificazione dello stato di gravità, non determinata dal naturale invecchiamento o da patologie connesse alla senilità, e l’essere privi del sostegno familiare perché senza entrambi i genitori oppure, se ancora in vita, non più in grado, per ragioni connesse all’età, di fornire una vita dignitosa ai propri cari. Deve poi essere garantita la priorità d’accesso alle persone gravemente disabili sole e prive di risorse economiche reddituali e patrimoniali, che non siano contributi percepiti in ragione della condizione di disabilità. La ripartizione delle risorse per Azienda sanitaria Le risorse vengono suddivise tra le Ausl del territorio in proporzione al numero dei residenti di età compresa tra 18 e 64 anni al 1^ gennaio 2020. All’Ausl Romagna, con quasi 700 mila cittadini residenti in questa fascia di età, sono assegnati 1.459.615 euro; all’Azienda sanitaria di Bologna 1.156.220 euro (535.669 residenti); Ausl Modena 927.020 euro (429.481 residenti); Ausl Reggio Emilia 702.767 euro (325.586 residenti); Ausl Parma 598.590 euro (277.322 residenti); Ausl Ferrara 437.864 euro (202.859 residenti); Ausl Piacenza 372.039 euro (172.363 residenti) e Ausl Imola che ha ricevuto risorse per 172.145 euro (79.754 residenti). Gli interventi realizzati in Emilia-Romagna nel 2020 Gli interventi più diffusi sono le cosiddette ‘Scuole di autonomia’: appartamenti nei quali le persone con disabilità, ancora assistite dai propri familiari anche se ormai anziani, imparano a rendersi il più possibile autonomi nella gestione della vita quotidiana (cucinare, fare la spesa, pulire la casa, prendersi cura della propria persona), preparandosi ad uscire dalla famiglia di origine. Le persone coinvolte in questi soggiorni a termine sono state 624. Altri interventi hanno riguardato 452 persone, ormai prive di sostegno familiare, ospitate in piccoli appartamenti (da 3 a 5 ospiti), che non prevedono la presenza di personale giorno e notte, oppure in gruppi-appartamento, che garantiscono una presenza maggiore di personale educativo ed assistenziale e dunque una situazione più adeguata a chi ha meno autonomia. 182 interventi hanno poi riguardato percorsi di accompagnamento per l’uscita programmata dal nucleo familiare di origine o da strutture residenziali ritenute meno adeguate, con la successiva accoglienza in piccoli appartamenti per l’autonomia o gruppi appartamento. Infine, sono stati 82 i ricoveri temporanei in strutture residenziali, per fornire alle famiglie assistenza in particolari casi di emergenza. Per realizzare le soluzioni residenziali del ‘Dopo di noi’ su tutto il territorio regionale sono stati utilizzati 91 appartamenti (molti di questi messi a disposizione delle famiglie, altri dai Comuni), 26 dei quali ristrutturati grazie alle risorse del Fondo nazionale

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