Siccità, il Coordinamento: “No a nuovi prelievi di acqua per la Cispadana”
In una lettera inviata da Fulvio Lelli e Silvano Tagliavini del Coordinamento NO autostrada- SI scorrimento veloce- all'assessora all'Ambiente Irene Priolo il Coordinamento interviene sul tema siccità:
"La corrente situazione di criticità idrica dei mesi scorsi, che continua tutt’ora, ha costretto la Regione Emilia-Romagna a dichiarare lo stato di crisi, a chiedere lo stato di emergenza nazionale mentre le Autorità competenti hanno decretato limitazioni all’uso dell’acqua potabile e riduzioni ai prelievi per usi irrigui. Secondo le previsioni climatiche l’area mediterranea vedrà aumentare la frequenza di anni siccitosi e al tempo stesso caratterizzati da temperature superiori alle medie del periodo di riferimento (1991-2020), con crescente pressione sulle risorse idriche. Si può quindi ipotizzare ulteriori futuri provvedimenti di razionamento dell’acqua per famiglie e imprese agricole. In tale contesto appare sensato riconsiderare le autorizzazioni concesse in passato a prelievi da falda equivalenti ai consumi di migliaia di famiglie, in particolare ci riferiamo ai prelievi previsti per la costruzione dell’autostrada Cispadana, opera inclusa recentemente nel Piano dei Trasporti regionale per la quale esiste un’alternativa molto meno impattante dal punto di vista ambientale. Secondo lo Studio di Impatto Ambientale allegato al progetto per la costruzione dell’autostrada Cispadana, documento n° 5899, i quattro cantieri nei quali si svolgeranno le operazioni, consumeranno 1.300 m3 d’acqua al giorno per le varie attività previste. Si tratta di un ingente prelievo d’acqua pari al consumo giornaliero di circa 5.500 persone che, protratto per i giorni operativi, è pari ad un totale di oltre 1.400.000 (un milione quattrocentomila) m3 di acqua prelevati in quasi quattro anni di attività. Questa ingente quantità d’acqua consumata da un singolo soggetto ha un ordine di grandezza comparabile con i deficit di falda di intere province come Forlì o Rimini secondo le stime del Piano Tutela delle Acque del 2005, e tale da rendere vani gli sforzi di decine di migliaia di famiglie per aderire alle limitazioni all’uso dell’acqua che saranno decretate. Si tratta di un’ulteriore chiara prova che l’impatto ambientale dell’autostrada Cispadana sia troppo elevato e incompatibile con i reali interessi della collettività poiché la conservazione delle risorse naturali e specialmente dell’acqua è essenziale per assicurare una buona qualità di vita alle prossime generazioni. Siamo a richiedere a lei come assessora all’Ambiente della Regione Emilia-Romagna di rappresentare l’interesse collettivo all’uso razionale e alla conservazione delle risorse naturali proponendo alla Giunta della Regione Emilia-Romagna di riconsiderare e interrompere l’iter burocratico di approvazione e realizzazione dell’autostrada Cispadana".LEGGI ANCHE
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