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12 Ottobre 2026
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AVO ha donato 150 libri alla Tana della Lettura, la Biblioteca del Policlinico a disposizione di pazienti e accompagnatori

MODENA - AVO – Associazione Volontari Ospedalieri ha donato 150 libri alla Tana della Lettura, la biblioteca per pazienti e caregiver inaugurata un anno fa nell’ambito dei progetti di Umanizzazione delle cure promossi dall’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena che si trova nell’atrio del Policlinico. La donazione è avvenuta con una piccola cerimonia alla presenza di Margherita Fontanesi, volontaria AVO, accolta dalla Dott.ssa Giovanna Cuomo, referente del progetto della Direzione Assistenziale diretta dalla dottoressa Anna Rita Garzia. Con loro alcune delle operatrici che lavorano nella biblioteca. AVO ha donato 150 libri, uno per ciascuno dei 150 soci modenesi.

“La Tana della Lettura”, la biblioteca ospedaliera, si configura non solo come spazio dedicato alla lettura e benessere, ma anche come luogo di accoglienza nel percorso di prericovero. In questo spazio, le persone che si apprestano al ricovero possono sostare in un ambiente curato, sereno e rassicurante, che favorisce la riduzione dell’ansia da pre-ospedalizzazione. La presenza di libri, riviste e materiali di lettura selezionati consente di trasformare l’attesa in un tempo attivo e significativo, offrendo alla persona un primo contatto con l’ambiente ospedaliero in un contesto meno medicalizzato e più vicino alla dimensione personale e relazionale.  Grazie al generoso contributo di alcune case editrici e di donatori privati sono attualmente disponibili, in Biblioteca circa 1200 volumi.  Si tratta di una raccolta articolata che comprende testi di narrativa, saggistica, opere classiche e contemporanee, oltre a riviste e quotidiani. "Leggere è come viaggiare senza muoversi, vivere mille vite senza abbandonare la propria." Questo è il motto del progetto.  La biblioteca è aperta dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 19.00 e al sabato dalle 8.00 alle 14.00. 

La biblioteca rappresenta anche uno spazio di quiete e riflessione, accessibile al personale durante momenti di pausa o di decompressione emotiva, offrendo la possibilità di sostare in un ambiente dedicato alla lettura, alla consultazione e alla cura di sé attraverso la cultura.

 

 

“Questa donazione – ha spiegato Margherita Fontanesi - è scaturita dall’idea che ogni gesto che noi volontari facciamo fa parte di un contesto in cui il paziente per noi è innanzitutto una persona. Di questa persona incontriamo, ogni volta che ci soffermiamo a fargli compagnia, la sua fragilità, la sua solitudine, le sue paure. Perché non è solo un paziente bisognoso di cure sanitarie ma anche appunto una persona, che vive uno stato d’animo di tristezza e privazione per quello che in quel momento non ha, la sua casa, gli affetti, la sua vita normale. Quello che noi cerchiamo di fare, anche solo per quel tempo breve che trascorriamo con lei, è portarla “altrove” da un'altra parte tramite l'ascolto e la stimolazione del racconto, in modo che la persona possa uscire un po' dalla sua immagine di malato e riuscire a riconnettersi col mondo. Non potendo essere vicini a tutti i pazienti ogni socio ha donato simbolicamente un libro alla biblioteca, consapevoli che anche la lettura possa essere, per quelli che lo desiderano, un modo per avere un momento di distrazione, di sollievo”. 

La Biblioteca è gestita da personale ospedaliero formato e sensibile alla dimensione relazionale e umana dell’accoglienza. Il personale impegnato in biblioteca è in grado di accompagnare la persona in ospedale nella scelta della lettura e nel promuovere iniziative di lettura personalizzate. 

“Questa donazione arriva quando il progetto Tana della lettura compie dodici mesi – ha aggiunto la Dott.ssaGiovanna Cuomo – e ci consente di stilare anche un bilancio di attività. In un contesto ospedaliero, dove la dimensione clinica spesso prevale su quella umana, nell’ambito delle diverse progettualità, si è ritenuto che strutturare e attivare una biblioteca all’interno dell’Ospedale potesse rappresentare un presidio culturale e relazionale di straordinario valore. L’obiettivo di questo progetto è stato quello di creare, all’interno dell’ospedale un luogo da dedicare alla lettura che potesse accogliere non solo la Persona assistita, ma anche i Professionisti sanitari. Le biblioteche ospedaliere non si limitano ad offrire libri, ma rappresentano luoghi di accoglienza e relazione, capaci di promuovere il benessere e di restituire centralità alla dimensione umana della cura”.

Diverse sono le evidenze scientifiche che dimostrano gli effetti benefici della lettura, riduce gli stati di ansia e stress, migliora le capacitò di attenzione, soprattutto nelle persone anziane.  La biblioteca intende configurarsi come uno spazio di cura, pensato per accogliere e accompagnare le persone assistite anche sul piano relazionale emotivo, la prima attenzione è stata rivolta alla scelta dei locali. Si è voluto individuare un ambiente accessibile e ben visibile, ma soprattutto confortevole, capace di offrire un senso di calore, familiarità, un piccolo angolo di casa all'interno dell'ospedale, infatti l’arredo, la disposizione degli ambienti e dei volumi tende a rievocare tutto ciò.

“Il primo intervento realizzato – conclude la Dott.ssa Cuomo - è stato quello della lettura ad alta voce a letto del Paziente, con letture personalizzate, pensato non solo come servizio accessorio, ma come parte integrante dell’approccio assistenziale. La lettura ad alta voce al letto assume infatti una valenza particolare nella popolazione anziana più fragile: consente di stimolare le funzioni cognitive residue, mantenere viva la sfera affettiva e relazionale, e contrastare il senso di isolamento che spesso accompagna il ricovero. Ascoltare delle storie permette di mantenere viva la mente, stimolare l’immaginazione e sentirsi accompagnati anche quando la vista, la motricità o l'attenzione rendono difficile la lettura autonoma. Il libro, portato direttamente al letto, diventa strumento di vicinanza, conforto e riattivazione emotiva. In molti casi, la lettura condivisa rappresenta anche un’occasione per ricostruire una narrazione personale, rievocare ricordi, e restituire dignità e centralità alla Persona anziana all’interno del percorso di cura, andando a lenire in parte il senso di solitudine della Persona ospedalizzata”. Attualmente, le unità operative coinvolte nel progetto sono tre, Medicina Interna, Medicina Interna Area Critica e Medicina Post-Acuti, con la prospettiva di un’estensione progressiva a tutto l’ospedale. Le unità operative identificate sono caratterizzate da un’elevata presenza di Pazienti anziani, spesso fragili e a ridotta mobilità. 

Attualmente, nel progetto di lettura ad alta voce a letto sono stati coinvolte circa 80 persone, di età compresa tra 69-80 anni; tra le letture proposte, le più richieste, come anche confermato dagli studi, i quotidiani ricoprono un ruolo centrale.  Molte delle persone ricoverate, infatti, desiderano rimanere aggiornati sull’attualità, sia a livello nazionale che in-ter nazionale. La lettura dei quotidiani rappresenta un modo per sentirsi connessi alla realtà esterna e ridurre il senso di isolamento che può derivare dalla permanenza in ospedale. 

Le associazioni di volontariato nella promozione della lettura in ospedale

Un elemento particolarmente significativo del progetto è rappresentato dalla collaborazione con le associazioni di volontariato attive in Azienda. Queste realtà, radicate nel tessuto sociale e già impegnate in attività di supporto relazionale alla Persona assistita e alla famiglia hanno trovato nella biblioteca ospedaliera una risorsa concreta e accessibile per arricchire le proprie iniziative. I volontari attingono regolarmente ai materiali bibliografici messi a disposizione, contribuendo a diffondere la lettura nelle aree di degenza di Onco ematologia in forma personalizzata, con attività di lettura ad alta voce o la semplice consegna di libri direttamente alla persona.

 

 

 

 

 

 

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